Inter, difesa sotto esame: Bergomi indica il vuoto lasciato da Acerbi e De Vrij
L’ex capitano nerazzurro analizza il 3-4 contro il Bruges e invita a valutare il ruolo richiesto a Martinez prima di giudicarne gli errori
La sconfitta per 3-4 contro il Bruges ha riacceso il dibattito sulla tenuta della retroguardia dell’Inter. Per Beppe Bergomi, però, il problema non può essere ricondotto alle responsabilità di un singolo: la squadra ha perso due difensori abituati alla marcatura a uomo e non ha inserito in rosa profili realmente equivalenti.
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Il vuoto lasciato dai due marcatori
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex difensore nerazzurro ha concentrato l’attenzione sulle partenze di Francesco Acerbi e Stefan De Vrij. Secondo Bergomi, erano gli unici due elementi della rosa con caratteristiche spiccate nella marcatura individuale e la loro assenza ha modificato gli equilibri del reparto.
L’arrivo di John Stones non avrebbe colmato quel vuoto, perché l’inglese non offre lo stesso tipo di interpretazione difensiva. Akanji, Bastoni e Bisseck, ha osservato Bergomi, restano giocatori di valore e nazionali, ma una retroguardia chiamata a proteggere molto spazio alle proprie spalle espone chiunque a difficoltà.
Martinez, errore da contestualizzare
Un capitolo distinto riguarda Josep Martínez, protagonista di un grave sbaglio nella gara con il Bruges. Bergomi ritiene che prima di giudicare il portiere occorra capire quale compito gli venga assegnato da Cristian Chivu e dal preparatore: se la linea resta molto avanzata, l’estremo difensore deve uscire spesso e assumersi rischi elevati.
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«La domanda da porsi è quali richieste vengano fatte a Martinez», ha spiegato Bergomi. A suo avviso, gli errori già commessi in passato da Yann Sommer non possono cancellare gli interventi positivi dello spagnolo, comprese alcune parate decisive e l’avvio dell’azione da cui è nato il momentaneo 1-1 contro la formazione belga.
Chivu cerca il nuovo equilibrio
Il tema centrale, per Bergomi, è la ricerca di una maggiore stabilità mentre l’Inter prova a proporre un calcio più offensivo. La squadra sa leggere bene le situazioni, ma ha bisogno di essere protetta quando la partita si sviluppa in spazi ampi.
«Non è una questione legata ad Akanji, Bastoni o Bisseck: difendere con tanto campo alle spalle è complicato per tutti», ha aggiunto l’ex capitano. La valutazione su Martinez, quindi, dovrebbe tenere conto delle richieste tattiche complessive e non soltanto dell’episodio negativo.
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