Inter, contro il Bruges Chivu avverte: sognare non basta
Il tecnico nerazzurro chiede ambizione e lavoro quotidiano alla vigilia della sfida di Champions League contro il Bruges a San Siro.
La Champions League non concede spazio alle illusioni: per l’Inter la gara di martedì alle 21 contro il Bruges sarà un altro passaggio decisivo nel percorso verso la qualificazione. Cristian Chivu ha chiesto alla squadra di mantenere grandi ambizioni, ma anche di trasformarle in impegno concreto, senza confondere il desiderio di arrivare lontano con la certezza di riuscirci.
Chivu ridimensiona la parola sogno
Alla vigilia della sfida di San Siro, l’allenatore nerazzurro ha sottolineato che il cammino europeo richiede continuità e responsabilità. L’Inter dovrà affrontare sette partite e raccogliere il maggior numero possibile di punti per centrare l’obiettivo, mentre il peso della storia e dello status del club impone di puntare a tutti i traguardi disponibili.
«Devi avere il coraggio di sognare, ma conta soprattutto come lavori per raggiungere quel sogno», ha spiegato Chivu. Il tecnico ha aggiunto che non esiste una formula garantita per conquistare un trofeo tanto prestigioso: nemmeno le risorse economiche, da sole, possono assicurarlo. L’ambizione, quindi, deve diventare applicazione quotidiana e volontà di migliorarsi.
Bruges da affrontare senza calcoli
L’avversaria sarà una formazione con caratteristiche precise, capace di proporre gioco e dotata di qualità. Chivu ha avvertito che in Champions League ogni incontro presenta difficoltà e ha escluso l’idea di una partita semplice: «Il Bruges ha una propria identità ed è una squadra propositiva. Non sarà facile, perché in Champions nessuna gara lo è».
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Rispetto all’impegno vinto contro il Parma sono attese alcune modifiche nella formazione. Hakan Calhanoglu è pienamente disponibile, mentre Spence sta recuperando condizione dopo una settimana di allenamenti, i 25 minuti disputati sabato e la seduta di rifinitura.
Il sostegno a Bastoni
Chivu ha parlato anche di Alessandro Bastoni, reduce da una sosta internazionale nella quale è stato protagonista con la maglia dell’Italia. L’allenatore ha preferito non riaprire il capitolo dell’ingiustizia vissuta dal difensore, ribadendo però quanto il suo valore sia riconosciuto all’interno dell’Inter e della Nazionale.
Secondo il tecnico, i giocatori hanno bisogno non soltanto di essere valutati per le prestazioni, ma anche di ricevere attenzione nei momenti più delicati. Bastoni, ha ricordato Chivu, rappresenta un patrimonio importante per entrambi i club e merita di essere accompagnato con cura nel suo percorso.
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