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Sport 2 min di lettura2 ore fa

Infantino, la sfida per il quarto mandato passa da 106 voti

Il presidente della Fifa rivendica un consenso ampio, ma deve affrontare le critiche europee e le domande della Uefa sulla sua gestione.

La corsa di Gianni Infantino verso un quarto mandato alla guida della Fifa parte da una base di consenso che il presidente definisce molto ampia, ma resta esposta alle contestazioni provenienti soprattutto dall’Europa. A marzo 2027 serviranno almeno 106 voti sui 211 disponibili per ottenere la conferma.

Un sostegno importante è arrivato dall’Asia: lo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell’Afc, ha annunciato venerdì il proprio appoggio, dopo avere criticato Infantino nei mesi scorsi. Il continente può contare su 46 federazioni, mentre il dirigente svizzero guarda anche alle adesioni in Africa e Sud America.

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Il consenso non cancella le tensioni

Intervistato dalla BBC a Baku, in Azerbaigian, Infantino ha sostenuto di poter contare sulla “stragrande, stragrande maggioranza” del calcio mondiale. Il presidente ha però riconosciuto che il confronto con chi mette in discussione le sue decisioni deve diventare più efficace.

“È giusto avere disaccordi, ma dobbiamo essere capaci di discuterne, capirci e andare avanti”, ha detto, richiamando il principio secondo cui in un’organizzazione democratica vanno rispettate le posizioni della maggioranza delle 211 federazioni affiliate. La sua replica appare anche come una risposta indiretta a chi, dopo le recenti polemiche, ne ha chiesto le dimissioni.

La principale controversia riguarda Fifa Forward Enterprise, il progetto che avrebbe consentito a soggetti privati di partecipare ai ricavi generati dalle competizioni internazionali. L’iniziativa, resa pubblica da un’inchiesta del quotidiano britannico The Times, è stata ritirata tre giorni dopo la diffusione della notizia.

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Le domande della Uefa pesano sulla corsa

La Uefa ha inviato 42 quesiti alla federazione internazionale e ha indicato il 2 novembre come termine per ricevere le risposte. Infantino ha assicurato che fornirà i chiarimenti richiesti, mentre l’organismo europeo ha già avviato un procedimento legale negli Stati Uniti.

Sempre in Europa si starebbe valutando la possibilità di sostenere un candidato alternativo. Le federazioni di Inghilterra e Germania, inoltre, hanno espresso dubbi sulla possibilità che Infantino continui a guidare la Fifa. Tra i motivi di frizione viene citata anche la decisione di assegnare il premio per la pace della federazione al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il presidente prova a rafforzare la propria posizione ricordando i finanziamenti destinati alle federazioni nazionali. Dal prossimo gennaio, ciascuna dovrebbe poter ottenere fino a 25 milioni di dollari nell’arco di quattro anni, rispetto al milione previsto prima del suo arrivo alla guida della Fifa nel 2016.

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