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Sport 2 min di lettura21 min fa

Infantino, il Times fa marcia indietro: cosa ha corretto

Il quotidiano britannico ha rettificato le accuse sulla presunta seconda retribuzione e sulla proprietà di Miami legate al presidente della Fifa.

La Fifa respinge con decisione le accuse che considera infondate e avverte i media: il diritto di indagare non può trasformarsi nella diffusione di ricostruzioni false o fuorvianti. L’organizzazione annuncia inoltre che continuerà a reagire pubblicamente quando riterrà danneggiata la propria reputazione.

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La Fifa alza il livello dello scontro

Nel mirino dell’organo calcistico mondiale c’è quello che viene definito un tentativo persistente di indebolire la Fifa e il suo presidente Gianni Infantino. Per questo l’ente invita gli organi di informazione a verificare con rigore le fonti prima di pubblicare notizie che potrebbero rivelarsi errate o diffamatorie.

La federazione precisa però di non voler mettere in discussione il controllo legittimo sul proprio operato. «L’esame non è una licenza per amplificare false accuse», si legge nella nota, secondo cui eventuali articoli inaccurati, ingannevoli o completamente privi di fondamento saranno contestati con fermezza.


Le accuse ritirate dal quotidiano

Il Times ha corretto un articolo del 13 ottobre nel quale sosteneva che Infantino avesse incassato dalla Fifa una seconda forma di remunerazione non indicata nei documenti ufficiali. Il giornale ha riconosciuto l’errore e ha chiarito che «non c’era alcuna seconda retribuzione».

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La rettifica riguarda anche la vicenda immobiliare collegata a Miami. Il quotidiano ha ammesso di aver riportato in modo inesatto l’ipotesi di un acquisto a un prezzo inferiore al valore reale, aggiungendo che né Infantino né i suoi familiari risultano proprietari legali o beneficiari di Shadi LLC e che non esercitano il controllo sulla società.


Cosa ha precisato la federazione

Secondo la ricostruzione diffusa dalla Fifa, le regole applicabili non impongono di inserire nel rapporto annuale le spese e i rimborsi ricevuti dal presidente. Tali somme, viene spiegato, non rientrano nella definizione di compenso prevista dagli obblighi di rendicontazione svizzeri.

Il Times ha quindi espresso rammarico per le informazioni pubblicate e si è scusato con Infantino e con la Fifa. L’organizzazione calcistica ha rilanciato il testo della rettifica attraverso i propri canali social, dichiarando di prendere atto delle scuse ricevute per quello che ha definito un rapporto inaccurato e dannoso.

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