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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Imane Khelif passa ai professionisti: debutto il 15 dicembre

La campionessa olimpica algerina tornerà sul ring a Parigi dopo oltre due anni di assenza dalle competizioni

Imane Khelif ha annunciato il passaggio alla boxe professionistica: il debutto è previsto a Parigi il 15 dicembre.

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L’obiettivo della cintura mondiale

L’allenatore Kamel Abdesselam ritiene che la pugile algerina possa puntare rapidamente a un titolo iridato. «Le basteranno dai tre ai cinque incontri, ha il potenziale necessario», ha detto durante la conferenza stampa organizzata per presentare il nuovo percorso.

Khelif, 27 anni, ha conquistato l’oro olimpico ai Giochi di Parigi 2024, ma dopo quella rassegna è rimasta lontana dal ring. Il suo nome è stato al centro di un acceso dibattito sull’idoneità a gareggiare nella boxe femminile.

A giugno 2025 non ha partecipato al torneo mondiale di Eindhoven. La federazione internazionale World Boxing aveva introdotto un controllo cromosomico obbligatorio appena una settimana prima dell’appuntamento.


Il ritorno sul ring a Parigi

La pugile, autorizzata dalla federazione francese, affronterà Clarida Sarabia nella categoria superwelter, fissata a 69,8 kg. L’atleta tesserata nei Paesi Bassi è ancora imbattuta e ha ottenuto quattro successi, tutti per KO.

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Abdesselam ha definito Sarabia un’avversaria di livello, senza però nascondere la fiducia nelle possibilità della sua assistita. Per Khelif sarà il primo combattimento dai Giochi francesi del 2024.

«Sono passati poco più di due anni dall’ultima volta che ho combattuto e il ring mi è mancato davvero. Vivo per questo; non vedo l’ora di ricominciare, per me stessa e per il mio pubblico», ha dichiarato Khelif, affiancata dall’allenatore e dall’organizzatore Yacin Berrabah.

L’algerina ha spiegato che la pausa successiva alle Olimpiadi è stata difficile e che il passaggio tra i professionisti rappresenta la scelta maturata per tornare all’attività agonistica. A febbraio, in un’intervista a L’Équipe, aveva inoltre raccontato di essersi sottoposta prima di Parigi 2024 a una terapia ormonale per abbassare i livelli di testosterone.

Khelif è nata donna e presenta naturalmente il gene SRY, considerato un indicatore di mascolinità. Proprio questo elemento ha alimentato le accuse, respinte dalla pugile, secondo cui sarebbe un’atleta transgender.

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