Il caso Tebas scuote il Real: la risposta tagliente di Mourinho
L’allenatore portoghese respinge il paragone tra la comunicazione del club e la propaganda nazista, mentre il presidente della Liga difende la propria accusa.
José Mourinho ha scelto una linea netta dopo le parole di Javier Tebas sulla comunicazione del Real Madrid: nessun chiarimento, salvo l’ipotesi di un problema clinico. Il tecnico ha affrontato l’argomento nella conferenza stampa precedente alla sfida di campionato contro il Siviglia, in programma il giorno successivo.
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Mourinho chiude la porta alle scuse
Rispondendo alle domande sul presidente della Liga, l’allenatore ha evitato di sviluppare il tema, sostenendo che il confronto avesse superato un limite. «Si possono accettare delle scuse solo se si tratta di un caso clinico; altrimenti, non ci sono scuse», ha affermato Mourinho durante l’incontro con i giornalisti.
Il tecnico ha poi invitato a non alimentare ulteriormente la vicenda, richiamando il prestigio internazionale del calcio spagnolo e il fatto che il Real Madrid sia campione del mondo in carica. Secondo Mourinho, sarebbe preferibile mantenere il confronto entro i confini della Spagna, senza trasformarlo in un caso destinato a uscire dal Paese.
L’accusa di Tebas dopo il derby
Le dichiarazioni di Tebas erano arrivate il 22 settembre, due giorni dopo il derby di Madrid terminato 2-1 per l’Atlético. Quella partita aveva lasciato strascichi arbitrali: Huijsen era stato espulso direttamente, mentre Mourinho aveva contestato l’assenza di cartellini rossi per Romero e Kang-in Lee, protagonisti di interventi duri su Bellingham e Valverde.
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Il presidente della Liga aveva criticato il modo in cui El Debate raccontava le posizioni del Real Madrid, ritenendo che gli articoli fossero troppo vicini alle fonti interne al club. Nel suo intervento aveva parlato di una comunicazione basata sulla ripetizione, sulla creazione di un avversario e sulla subordinazione dei fatti alla narrazione, arrivando a evocare i metodi propagandistici di Goebbels.
Tebas aveva precisato che il riferimento riguardava soltanto quelle tecniche comunicative e non un’ideologia, né tantomeno i sostenitori del Real Madrid. Una precisazione che non ha però ridotto la tensione, come dimostra la replica di Mourinho alla vigilia del successivo impegno di campionato.
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