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Sport 3 min di lettura4 giorni fa

Gucci 2027, Demna alza il volume: la cintura diventa protagonista

Volti di età diverse, accessori oversize e contrasti studiati definiscono la prima collezione in cui Demna espone fino in fondo la sua idea di Gucci.

Isabella Ferrari è tra le presenze più sorprendenti scelte da Demna per la passerella. L’attrice italiana entra così in un cast costruito senza barriere generazionali, accanto a modelle e modelli molto giovani e a interpreti più maturi: per qualche minuto, il suo curriculum si arricchisce anche dell’esperienza da modella.

A catturare l’attenzione è anche la cintura, trasformata in un elemento strutturale. Le versioni proposte da Demna hanno dimensioni imponenti, fibbie vistose e inserti metallici; strette in vita, ricordano quasi un corsetto e modificano l’intero equilibrio degli abiti.


Un guardaroba senza età né misura

La passerella di Gucci Primavera-Estate 2027 evita una sola identità estetica. Pellicce ampie, giacche dalla vita segnata, bomber abbondanti, camicie con collo sollevato, righe e tartan convivono con pizzo, pelle, cristalli e abiti da sera che lasciano il corpo in evidenza.

Ricorrono spalle marcate, gonne all’altezza del ginocchio, scarpe dalla punta affilata, borse dall’aria signorile e gioielli tutt’altro che discreti. La cintura extra-large, in alcuni look, non sembra un semplice complemento: serve a ridisegnare la figura e a rendere immediatamente visibile il contrasto tra spalle larghe e vita stretta.


Il glamour prende una piega imprevista

Demna costruisce una galleria di personaggi riconoscibili, ma nessuno resta davvero fedele al proprio ruolo. La signora rispettabile viene spinta verso l’eccesso, la studentessa porta catene vistose, il completo formale assume proporzioni aggressive e la diva appare quasi priva di abiti.

Il risultato nasce da accostamenti volutamente irregolari: una pelliccia sopra un bustier, una catena su una maglia da collegiale, un bomber abbinato a una gonna dall’aria composta. Il designer ha spiegato di avere rinunciato alla ricerca di una silhouette unica, perché «Gucci non è un mono brand»: l’obiettivo era ottenere proposte differenti, ma riconoscibili anche senza il nome della maison scritto in evidenza.


Il negozio diventa una dichiarazione

The Store Show si svolge dentro una ricostruzione di un punto vendita Gucci. Gli abiti delle prime collezioni firmate da Demna sono esposti lungo le pareti, mentre le modelle arrivano dalla strada e attraversano lo spazio come se fossero normali clienti.

L’ambientazione riflette un lavoro già avviato sull’estetica futura dei negozi del marchio. Demna ha definito il set una sorta di quadro tridimensionale della direzione che intende seguire e ha riassunto il suo approccio con l’espressione «lusso che vuole essere visto».


Da Londra nasce l’aristocratico ribelle

Per comprendere questa visione bisogna risalire alla giovinezza di Guccio Gucci al Savoy di Londra. In quell’hotel il fondatore osservò da vicino aristocratici, artisti, creativi e ospiti provenienti da ambienti molto diversi, entrando in contatto con un mondo regolato dal fascino e dall’appartenenza sociale.

Demna riprende quell’immaginario, ma lo porta fuori dai suoi confini originari. Il designer ha raccontato che Gucci gli ha consentito di alterare quei codici secondo la propria sensibilità, mescolando rispettabilità e sensualità, cultura alta e riferimenti popolari, eleganza e provocazione.

Dopo un primo anno dedicato a comprendere l’identità della maison, con The Store Show Demna presenta quindi la collezione che considera la sintesi più compiuta del suo progetto. Le molte anime in scena non cercano una fusione ordinata: convivono, si contraddicono e rendono il nuovo Gucci impossibile da ignorare.

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