Gattuso scuote la Lazio: contro il Parma vietato abbassare la guardia
Il tecnico biancoceleste chiede di replicare intensità e determinazione mostrate a Torino e rivendica l’orgoglio per il lavoro del gruppo
La Lazio non può permettersi cali di concentrazione contro il Parma. Gennaro Gattuso, alla vigilia della gara, ha chiesto ai suoi di riproporre lo stesso atteggiamento visto a Torino, avvertendo che qualsiasi tentativo di amministrare la partita potrebbe costare caro.
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Gattuso alza subito il livello
Il tecnico biancoceleste ha descritto una squadra reattiva e consapevole, ma ha indicato nell’intensità la condizione indispensabile per affrontare la prossima sfida. «Dobbiamo giocare con la stessa intensità, la stessa voglia e la stessa veemenza di Torino perché senza tutto questo domani diventerà dura», ha detto in conferenza stampa.
Gattuso ha poi rafforzato il concetto con un’immagine molto netta: secondo l’allenatore, se la Lazio proverà soltanto a gestire il vantaggio o il ritmo della gara, rischierà di subire una severa lezione. L’obiettivo, dunque, è mantenere alta la pressione fin dall’inizio e non lasciare spazio a distrazioni.
Nessuno va preso sottogamba
Per il tecnico, la strada da seguire resta legata a due elementi: mentalità e lavoro quotidiano. Il pericolo maggiore sarebbe considerare il Parma un avversario semplice, perché in questo campionato ogni partita può riaprire il proprio corso fino all’ultimo momento.
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Gattuso ha ricordato anche alcune occasioni in cui la squadra ha corso rischi contro Monza e Milan, pur riuscendo a uscirne. La richiesta è di accendere immediatamente la concentrazione, senza lasciarsi condizionare dai giudizi esterni: la Lazio deve concentrarsi esclusivamente su ciò che può controllare.
L’orgoglio per lo spogliatoio
L’avvio positivo non spinge però l’allenatore a rilassarsi. Gattuso ha spiegato di pensare già agli impegni successivi e di concedersi raramente lunghe celebrazioni, pur riconoscendo la soddisfazione per il modo in cui i calciatori stanno vivendo il gruppo.
«Per me è un orgoglio allenare questa squadra, i meriti sono loro anche se vado sotto la curva a ringraziare», ha dichiarato. Quanto alla motivazione dei giocatori, il tecnico ritiene che la voglia di rivalsa debba essere una componente naturale del mestiere: chi non la possiede, a suo giudizio, non può affrontare questa professione.
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