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Sport 1 min di lettura11 ott

Gasperini accusa: “Il replay tradisce la realtà” dopo il rosso a Malen

L’allenatore della Roma contesta l’espulsione dell’attaccante e chiede di valutare l’azione nel suo sviluppo completo, non attraverso singoli fotogrammi.

Il cartellino rosso a Malen ha cambiato l’andamento di Como-Roma e lasciato Gian Piero Gasperini molto critico. Secondo l’allenatore giallorosso, l’attaccante era stato ostacolato più volte prima della scivolata su Kaiki e non avrebbe avuto l’intenzione di colpire l’avversario.


Gasperini contesta la ricostruzione

Dopo l’espulsione, la Roma è stata costretta ad arretrare e a difendersi in una partita che, fino a quel momento, il tecnico aveva giudicato molto positiva. Gasperini ha sostenuto che l’azione non potesse essere valutata isolando soltanto l’impatto finale.

“C’è un fallo ripetuto su Malen prima della scivolata”, ha spiegato l’allenatore al termine della gara. A suo giudizio, il giocatore viene trattenuto e reagisce con uno slancio: il gesto, pur apparendo scomposto, non dimostrerebbe la volontà di fare male a Kaiki.


Il peso dei singoli fotogrammi

Gasperini ha poi criticato il modo in cui l’episodio è stato analizzato attraverso il replay televisivo. La sua obiezione riguarda soprattutto il rischio di separare un movimento dal contesto in cui nasce, trasformando una sequenza dinamica in un’immagine fissa.

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“Inutile che fermate il fotogramma, il calcio non è fatto di fotogrammi”, ha affermato. Il tecnico ha aggiunto che, usando questo criterio, si può finire per giustificare qualsiasi decisione, mentre il calcio dovrebbe essere giudicato considerando l’intera azione.


Una gara cambiata dal cartellino

Per Gasperini, il provvedimento ha peggiorato una sfida che stava offrendo uno spettacolo di alto livello. L’espulsione ha infatti modificato gli equilibri e obbligato la Roma a un atteggiamento più prudente nella parte successiva dell’incontro.

L’allenatore ha infine invitato a non tornare a un’interpretazione basata esclusivamente sui replay: a suo parere, le valutazioni arbitrali dovrebbero tenere conto della dinamica complessiva e dell’assenza di una reale intenzione di colpire l’avversario.

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