Formula 1, la svolta dei tifosi: donne oltre il 40% e 900 milioni
Domenicali racconta la trasformazione del pubblico e la strategia per consolidare la crescita tra giovani, nuovi mercati e partner internazionali.
La Formula 1 sta cambiando volto: il pubblico femminile ha superato il 40% e in alcuni Paesi l’età media degli appassionati è scesa sotto i 30 anni. I numeri sono stati illustrati da Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, durante un collegamento con l’ANFIA Motorsport Forum di Milano.
Il campionato, secondo Domenicali, raggiunge oggi circa 900 milioni di tifosi nel mondo. Il dato fotografa una trasformazione profonda rispetto al passato, quando l’età media degli spettatori superava i 55 anni e la presenza maschile era nettamente prevalente.
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Un pubblico sempre più trasversale
Domenicali ha definito il cambiamento una delle principali ragioni della crescita recente. «La Formula 1 non è più soltanto una piattaforma sportiva, con le corse al centro, ma sta diventando sempre più una piattaforma esperienziale», ha spiegato, sottolineando la necessità di coinvolgere sia gli appassionati di lunga data sia le generazioni più giovani.
Questa evoluzione ha favorito l’arrivo di nuovi partner e ha ampliato la presenza della categoria sui mercati internazionali. La competizione, quindi, non viene più considerata soltanto come una serie di gare, ma come un insieme di esperienze capaci di mantenere attivo il rapporto con il pubblico anche oltre il fine settimana di gara.
La crescita passa dai nuovi mercati
Tra le aree indicate come strategiche c’è l’Estremo Oriente, con la Cina in primo piano. Domenicali ha inoltre osservato che gli Stati Uniti rappresentano un mercato nel quale la Formula 1 ha iniziato a costruire una presenza più solida soltanto di recente.
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L’espansione geografica procede insieme alla ricerca di nuovi linguaggi e modalità di partecipazione. L’obiettivo è intercettare i comportamenti delle fasce più giovani e le tendenze del mercato, così da rendere l’intero progetto più vicino a un pubblico internazionale e diversificato.
Domenicali: vietato fermarsi
I risultati raggiunti non devono però alimentare un atteggiamento di autosoddisfazione. «Siamo contenti dei risultati, ma proprio perché le cose stanno andando molto bene non dobbiamo sederci sugli allori», ha detto Domenicali nel corso del suo intervento.
Per il dirigente, la capacità di restare rilevanti dipenderà dal coordinamento tra regolamenti, attività sportive e dimensione commerciale. La concorrenza, ha osservato, non si gioca più esclusivamente in pista: per continuare a crescere sarà necessario interpretare con tempestività i segnali provenienti dalla società e dalle nuove generazioni.
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