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Sport 2 min di letturaAggiornato 8 ore fa

Formula 1, Antonelli conferma il 12 e ricorda Senna

Il campione Mercedes spiega la scelta del numero, racconta il successo e ringrazia famiglia e squadra

Aggiornamento delle 13:31

Kimi Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1 e il primo italiano a riuscirci dal 1953. Jannik Sinner, Alberto Tomba, Vasco Rossi e Cesare Cremonini hanno celebrato pubblicamente il successo. Complimenti sono arrivati anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla segretaria del Pd Elly Schlein.

Aggiornamento delle 12:08

Valentino Rossi ha celebrato il titolo di Kimi Antonelli, dicendo a Sky che il giovane pilota gli ricorda sé stesso a vent’anni. Secondo Rossi, Antonelli può diventare uno dei più forti di sempre e conquistare anche quattro, cinque o sei Mondiali. Il nove volte iridato ha inoltre avvertito il bolognese: dovrà gestire la pressione legata alla nuova fama internazionale.

Kimi Antonelli ha deciso di mantenere il numero 12 anche nella prossima stagione di Formula 1. Il pilota della Mercedes lo ha spiegato in un’intervista rilasciata dopo la conquista del titolo a Città del Messico.

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Il confronto tra i traguardi

Antonelli ha paragonato il successo iridato alle prove affrontate prima di arrivare in Formula 1. Alla domanda su cosa fosse stato più complicato tra prendere la patente, ottenere il diploma e vincere il Mondiale, ha indicato senza esitazioni il campionato, definendolo il risultato più difficile.

Il pilota ha raccontato di aver vissuto il fine settimana messicano con una forte tensione emotiva, ma anche con la soddisfazione per il lavoro completato. Al termine dell’intervista ha rivolto un saluto all’Italia.

La certezza di poter puntare al titolo, secondo Antonelli, è maturata dopo il Gran Premio di Monza. La stagione è stata caratterizzata da risultati regolari e ora l’obiettivo è concludere le gare rimanenti con altri piazzamenti positivi, guardando già al 2027.


Perché resta il numero 12

La scelta di non utilizzare il numero 1, riservato al campione del mondo, nasce dalla volontà di ripartire con la stessa mentalità degli esordi. «Resterò col 12: è un modo per me per rimanere con i piedi per terra», ha spiegato Antonelli, indicando nel numero anche l’idea di ricominciare e continuare a costruire.

Il pilota bolognese ha poi ricordato Ayrton Senna, considerato da sempre una delle sue principali fonti d’ispirazione. «Ayrton rimarrà sempre un modello di ispirazione, non solo come pilota ma anche come persona», ha detto, raccontando di avere guardato più volte le interviste del brasiliano per studiarne l’approccio alle gare.

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Il successo condiviso con la squadra

Antonelli ha ammesso di stare ancora elaborando quanto accaduto. Nell’ultimo giro ha rallentato perché le lacrime gli rendevano difficile vedere la pista; la gioia, ha raccontato, è stata ancora più intensa grazie alla presenza della famiglia, degli amici e del gruppo di lavoro.

Tra i ricordi destinati a rimanere c’è anche il podio insieme a Lewis Hamilton e Max Verstappen. Antonelli ha raccontato di voler conservare un’immagine di quel momento e appenderla in casa, considerandola un ricordo da custodire per tutta la vita.


Il valore delle nuove generazioni

Il nuovo campione del mondo ha riconosciuto di poter rappresentare un esempio per i piloti più giovani. Il consiglio ricevuto nel corso della carriera è quello di restare fedeli a sé stessi, indipendentemente dal successo raggiunto o dal circuito in cui si corre.

Antonelli ha inoltre ringraziato gli uomini e le donne della Mercedes che lavorano lontano dalle telecamere. Secondo il pilota, il pubblico vede soprattutto ciò che accade in pista, mentre il risultato dipende anche dall’impegno quotidiano dell’intera squadra.

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