Ferrari, il no che cambiò tutto: Antonelli e il retroscena di Montezemolo
L’ex presidente racconta un vecchio accordo sfumato per Kimi Antonelli e punta il dito sulla crisi di guida della Ferrari, mentre il giovane italiano corre verso un risultato storico con Mercedes.
La Ferrari resta il grande punto interrogativo della Formula 1 di oggi, e per Luca di Montezemolo il nodo non è solo tecnico. L’ex presidente ha descritto una squadra senza una direzione forte, mentre intorno a Kimi Antonelli si riaccende un retroscena che avrebbe potuto riscrivere la sua carriera.
Il retroscena su Antonelli
Montezemolo, in una lunga intervista concessa ad AS, ha raccontato che in passato esisteva già un’intesa per portare Antonelli a Maranello, ma il progetto si sarebbe fermato per la decisione di Maurizio Arrivabene. Il passaggio è arrivato nel corso della conversazione in cui l’ex numero uno del Cavallino ha anche ripercorso i piloti che considera più grandi.
Per il manager bolognese, Michael Schumacher resta il riferimento assoluto, davanti persino a Niki Lauda e Fernando Alonso. Ha citato anche Ayrton Senna come un sogno rimasto incompiuto per la Ferrari, pur ricordando quanto fosse vicino alla tuta rossa prima del tragico epilogo di Imola nel 1994.
La diagnosi sulla Rossa
Il giudizio più netto, però, Montezemolo lo ha riservato alla situazione attuale della Scuderia. Secondo lui, oggi la Ferrari non è competitiva e manca soprattutto una leadership in grado di tenere insieme organizzazione e risultati. Ha spiegato che in Formula 1 servono una struttura perfetta e una figura di riferimento forte.
Rifacendosi al proprio passato, ha richiamato Enzo Ferrari come punto più alto di sempre e Jean Todt come esempio di comando efficace nel periodo in cui era al suo fianco. Visto dall’esterno, ha aggiunto, la sensazione è che oggi questo elemento non ci sia più.
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Antonelli e il presente Mercedes
Mentre il nome di Antonelli torna ad accendersi sul fronte Ferrari, il presente racconta un’altra storia. Il pilota bolognese, a soli 20 anni, sta vivendo un 2025 di crescita con la Mercedes e, dopo una stagione non brillante in Formula 2, ha trovato nella W17 E Performance il contesto per fare il salto di qualità.
Il suo rendimento ha messo in ombra George Russell, con uno stile di guida diverso e molto aggressivo nella fase di rotazione. L’italiano tende a ritardare l’ingresso e a chiudere la curva con maggiore rapidità, mentre il britannico fatica a mantenere la stessa efficacia nei tratti misti che in passato lo avevano aiutato di più.
Il dubbio sul futuro della Ferrari
Per Montezemolo, il rischio è che alcuni nomi oggi simbolo della Ferrari finiscano per essere occasioni mancate. Charles Leclerc, cresciuto nell’Academy di Maranello, viene descritto come un talento che potrebbe restare incompiuto, mentre Lewis Hamilton, se le cose non cambieranno, lascerà l’Italia con una copertura economica molto solida.
Sul piano assoluto, l’ex presidente ha indicato Max Verstappen come il migliore del momento, senza dimenticare Lando Norris, già blindato dalla McLaren. In questo quadro, il possibile approdo di Antonelli a Ferrari resta uno dei grandi “se” del recente passato, e il rifiuto di allora pesa ancora come un bivio non percorso.
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