Fernandes, la Serie A bussa: United pronto a lasciarlo partire
Juventus e Milan seguono il portoghese, ma l’ingaggio complica l’operazione mentre a Manchester cresce il malcontento attorno a lui e a Carrick.
Juventus e Milan hanno messo nel mirino Bruno Fernandes, ma il suo stipendio rende complesso qualsiasi assalto. Il centrocampista portoghese guadagna infatti tra i 13 e i 14 milioni netti all’anno e il Manchester United sembra ormai prepararsi a una separazione che fino a pochi mesi fa appariva improbabile.
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Juventus e Milan frenate dall’ingaggio
L’interesse dei due club italiani non è soltanto esplorativo: entrambe le società valutano con attenzione la situazione del capitano dei Red Devils. Il nodo principale, però, resta economico e riguarda soprattutto la retribuzione percepita in Inghilterra, difficilmente sostenibile per le squadre di Serie A.
Il possibile addio non sarebbe immediato. Lo United potrebbe esercitare la clausola che consente di aggiungere un’ulteriore stagione all’accordo, in scadenza il 30 giugno 2027. Una soluzione pensata per evitare di perderlo senza incasso e mantenere così la possibilità di ricavare una cifra dalla sua eventuale cessione.
Un rinnovo ormai senza prospettive
La discussione sul prolungamento è ferma da tempo e non emergono segnali concreti di una ripartenza. Fernandes aveva già valutato l’ipotesi di cambiare squadra durante l’estate, ma alla fine aveva scelto di restare a Manchester, rifiutando anche offerte molto ricche provenienti dall’Arabia Saudita.
Il suo rendimento individuale, almeno sul piano numerico, resta rilevante: ha segnato 4 reti e fornito un assist nelle 7 partite disputate, tutte cominciate dal primo minuto. Tuttavia, il rapporto con l’ambiente sembra essersi complicato e l’ipotesi di un lungo distacco appare sempre più concreta.
A Como esplode il confronto
La trasferta contro il Como ha aggiunto un altro episodio alle difficoltà del portoghese. Fernandes è stato sostituito al 66° minuto da Michael Carrick e ha lasciato il campo visibilmente contrariato, senza rivolgere un saluto ai membri dello staff tecnico.
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Dopo la partita, ai microfoni di Tnt Sport, il capitano ha contestato l’impostazione scelta dall’allenatore: «Ha deciso di non usare la marcatura a uomo, ma quando si concede troppo possesso a questo tipo di squadra, recuperarla è difficile. A volte bisogna essere più coraggiosi sotto pressione».
Carrick ha risposto poco dopo, spostando l’attenzione dall’assetto tattico all’atteggiamento della squadra: «Al di là del sistema di gioco o della tattica, se non si corre, né in avanti né all’indietro, non si vince». Il botta e risposta ha reso ancora più evidente il clima delicato all’interno dello spogliatoio.
United in caduta e Carrick trema
La serata del Sinigaglia è stata complicata anche sul piano personale. Il portoghese, condizionato da una condizione fisica non ottimale, è apparso poco incisivo e spesso si è ritrovato a esercitare un pressing isolato, facilmente neutralizzato dai padroni di casa. Il dominio offensivo del Como ha finito per travolgere lui e il resto della formazione inglese.
In campionato il Manchester United occupa il tredicesimo posto con 7 punti dopo 7 giornate: il bilancio comprende una vittoria, ottenuta il 30 agosto contro l’Ipswich Town, 4 pareggi e 2 sconfitte. In Coppa di Lega è arrivata l’eliminazione per mano del Brighton, mentre nella massima competizione europea l’unico successo è stato quello contro il Sabah.
I risultati hanno ridotto rapidamente il credito di Carrick, arrivato a gennaio al posto di Ruben Amorim e confermato dopo un terzo posto conquistato nella stagione precedente. La dirigenza sta già esaminando alternative: Antonio Conte resta il nome più apprezzato, ma nelle ultime ore hanno guadagnato terreno anche Julian Nagelsmann e Fabian Hurzeler.
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