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Sport 3 min di lettura1 ora fa

Falcone scuote la vigilia Juve: il caso Banda e il sogno Roma

Il portiere del Lecce torna sul rigore parato a Jonathan David e analizza Juventus, compagni, Nazionale e futuro personale.

La sfida del Via del Mare riporta Wladimiro Falcone davanti alla Juventus, avversaria già affrontata nell’ultimo incrocio e legata al ricordo del rigore neutralizzato a Jonathan David. Alla vigilia della partita, il portiere del Lecce ha parlato anche della crescita della squadra, delle ambizioni dei compagni e di alcune vicende personali.

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Falcone ritrova una Juventus da battere

Per Falcone, il Lecce può presentarsi al confronto con maggiore consapevolezza rispetto alla passata stagione. L’organico ha perso alcuni elementi, ma il gruppo di base è rimasto compatto e la continuità ha favorito la conoscenza reciproca. I nuovi arrivati, secondo il portiere, possono offrire un contributo importante nel corso dell’annata.

La Juventus resta comunque un avversario da affrontare con la massima attenzione. «La Juve rimane sempre la Juve», ha spiegato Falcone, sottolineando quanto gli faccia effetto non vederla competere stabilmente per lo scudetto negli ultimi anni. La gara, ha aggiunto, sarà particolarmente impegnativa e i bianconeri non possono mai essere sottovalutati.


Il caso Banda resta una ferita

Tra gli argomenti più delicati c’è la vicenda di Lameck Banda. Il giocatore, ha raccontato Falcone, in passato tendeva a rientrare tardi per trascorrere più tempo con la famiglia, un comportamento che il portiere diceva di comprendere. Questa volta, però, l’assenza si è protratta senza spiegazioni certe: la società continuava a comunicare un suo imminente ritorno, ma il calciatore non arrivava.

Anche Falcone aveva provato a contattarlo direttamente, preoccupato insieme ai compagni. Quando il gruppo ha scoperto quanto accaduto, il giudizio è stato durissimo: «Per noi rimane veramente una persona di poco conto», ha detto riferendosi alla “zozzata” commessa da Banda.

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Nazionale e futuro, tutti i pensieri

Il portiere ha raccontato che alcuni compagni si sono domandati perché non sia stato convocato in Nazionale. La considerazione lo lusinga, ma Falcone ha riconosciuto il valore degli estremi difensori scelti da Roberto Mancini e ha definito l’Italia ben coperta nel ruolo. Una nuova chiamata lo renderebbe felicissimo, anche se davanti a lui ci sono portieri di altissimo livello.

Tra questi ha citato Guglielmo Vicario, seguito con ammirazione già prima del trasferimento al Tottenham e apprezzato anche durante l’esperienza in Inghilterra. Secondo Falcone, il portiere è fortissimo, ma in Nazionale deve fare i conti con la presenza di un talento come Gianluigi Donnarumma.

L’ipotesi Torino era emersa nella scorsa stagione, quando sulla panchina granata sedeva Marco Baroni, ma la società aveva poi scelto profili diversi. Falcone ritiene probabilmente di non essere il portiere più adatto al loro modo di giocare e pensa di non essere stato valutato fino in fondo. Oggi, però, dice di essere felice a Lecce e indica la Roma come sogno, anche per la sua nota passione giallorossa.

Sul fronte dei compagni, il portiere ha speso parole positive per Geubbels, frenato in avvio dagli infortuni e dall’adattamento al campionato italiano. Se riuscirà a trovare continuità sotto porta, secondo Falcone potrà fare bene. Anche Tiago Gabriel ha qualità rilevanti, sebbene debba ancora imparare a gestire meglio la fiducia nelle proprie capacità: il difensore sta già aiutando la squadra e avrebbe prospettive per arrivare molto in alto.

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