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Sport 3 min di lettura6 ore fa

Dzeko, l’ultima notte in Bosnia: il gol cancellato non spegne la festa

A 40 anni e con 151 presenze, il capitano ha chiuso il suo percorso in nazionale contro la Svezia tra coreografie, omaggi e un abbraccio carico di emozione

Il gol annullato dal VAR ha negato a Edin Dzeko il finale perfetto, ma non ha ridotto l’intensità della sua ultima serata con la Bosnia ed Erzegovina. Contro la Svezia, allo stadio Bilino Polje di Zenica, il centravanti ha indossato per l’ultima volta la maglia della nazionale dopo 151 presenze e quasi vent’anni di servizio.

Al termine dell’incontro era prevista una cerimonia speciale, con una guardia d’onore, la consegna di alcuni riconoscimenti e un giro di campo accompagnato da un gesto benefico. I sostenitori hanno infatti portato peluche da lanciare sul terreno di gioco: gli oggetti saranno destinati alle case per bambini di tutto il Paese.


L’omaggio dei tifosi arriva al minuto 11

L’affetto dello stadio si è manifestato già all’11° minuto, in riferimento al numero portato da Dzeko durante la sua lunga esperienza internazionale. Il gruppo BH Fanaticos ha dedicato al capitano un’applaudita coreografia, trasformando la partita in una celebrazione ancora prima del fischio finale.

La rete cancellata nella prima frazione avrebbe potuto aggiungere un’immagine simbolica alla serata. La decisione del VAR ha però tolto al giocatore la possibilità di salutare il pubblico con un gol, senza intaccare il significato di una carriera che lo ha reso il miglior marcatore della storia bosniaca.


Una carriera diventata identità nazionale

Dzeko ha rappresentato molto più del riferimento offensivo e del capitano della selezione. Nato e cresciuto nella Sarajevo segnata dalla guerra degli anni Novanta, ha finito per incarnare la volontà di riscatto di una nazione che ha trovato nel calcio uno dei propri simboli più riconoscibili.

L’ex attaccante di Roma e Inter ha guidato la Bosnia ed Erzegovina alla qualificazione ai Mondiali del 2014 in Brasile, ancora oggi il risultato più importante raggiunto dalla nazionale. Anche nella sfida di marzo a Zenica contro l’Italia era stato tra i protagonisti della festa dei tifosi, che avevano celebrato per le strade delle città bosniache.

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Il messaggio con cui ha chiuso

La scelta di fermarsi è arrivata a 40 anni, dopo un percorso iniziato quasi due decenni fa. Nel messaggio pubblicato prima dell’ultima gara, Dzeko ha spiegato che nessun altro momento della sua carriera gli ha dato lo stesso orgoglio provato indossando la maglia del suo Paese.

“Giocare per la mia nazione è stata l’opportunità più emozionante che il calcio abbia mai dato a me”, ha scritto il centravanti, ricordando le sfide contro il Galles e l’Italia come esperienze destinate a rimanere nella sua memoria.

Attualmente impegnato allo Schalke 04, Dzeko ha definito il congedo una decisione maturata dopo aver dato tutto in ogni occasione. Il suo ultimo desiderio era condividere quella notte con i tifosi, proprio con la maglia che, come ha spiegato, ha amato da ragazzo e continuerà ad amare per tutta la vita.

La Federazione bosniaca aveva chiesto al pubblico di non abbandonare subito lo stadio, perché il momento più importante sarebbe arrivato dopo la partita. Quando il capitano ha iniziato il giro d’onore, i peluche sono stati lanciati dagli spalti e raccolti per la successiva donazione attraverso la collaborazione con Pomozi.ba.

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