6.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura6 ore fa

Dzeko, l’ultima notte con la Bosnia: il VAR gli nega il gol

Dopo 151 partite e quasi vent’anni in nazionale, il campione bosniaco ha chiuso il capitolo internazionale davanti al pubblico di Zenica.

Il saluto di Edin Dzeko alla Bosnia ed Erzegovina è arrivato in una serata carica di emozioni, ma senza il gol che avrebbe potuto renderla perfetta: una rete segnata contro la Svezia è stata cancellata dal VAR. A 40 anni e dopo 151 presenze, l’attaccante ha così indossato per l’ultima volta la maglia della nazionale davanti al pubblico del Bilino Polje di Zenica.


Dzeko chiude il capitolo più importante

L’addio era stato annunciato dallo stesso Dzeko con un messaggio pubblicato sui social. Il centravanti ha raccontato di aver sempre saputo che quel momento sarebbe arrivato, senza però riuscire a immaginare l’intensità delle emozioni provate nello scrivere il proprio congedo.

«Nulla, nella mia carriera, ha eguagliato l’orgoglio di indossare questa maglia», ha scritto il giocatore, ricordando il debutto contro la Turchia e il legame mai interrotto con i colori del suo Paese. Ha aggiunto di aver dato tutto in ciascuna delle 151 partite disputate e di considerare la nazionale l’esperienza più coinvolgente ricevuta dal calcio.


Una coreografia e il gol cancellato

Il tributo dei tifosi è cominciato all’11° minuto, quando il gruppo BH Fanaticos ha dedicato a Dzeko una coreografia legata al numero 11, quello portato dall’attaccante durante tutta la sua esperienza internazionale. L’omaggio ha accompagnato una partita speciale, anche se il VAR ha successivamente annullato una sua rete nel primo tempo.

La Federazione bosniaca aveva chiesto agli spettatori di rimanere sugli spalti dopo il fischio finale. Soltanto allora erano previste la guardia d’onore, la consegna dei riconoscimenti e le altre iniziative preparate per celebrare il capitano.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il simbolo della rinascita bosniaca

Dzeko non è stato soltanto il miglior realizzatore della Bosnia ed Erzegovina. La sua carriera, costruita tra Sarajevo e i grandi club europei, lo ha trasformato nel volto sportivo di una generazione cresciuta tra le ferite della guerra e il desiderio di ricominciare.

Con lui in attacco, la Bosnia conquistò la storica qualificazione ai Mondiali del Brasile nel 2014, ancora oggi il risultato più importante ottenuto dalla nazionale entro il 2026. L’ex giocatore di Roma e Inter ha inoltre guidato la squadra nella sfida di marzo a Zenica contro l’Italia, un’altra pagina ricordata nel suo messaggio d’addio insieme alle celebrazioni popolari seguite alle vittorie.


L’ultimo giro tra i suoi tifosi

La serata ha avuto anche una finalità solidale. In collaborazione con Pomozi.ba, gli spettatori sono stati invitati a portare un peluche allo stadio per una raccolta destinata alle case per bambini presenti in tutta la Bosnia ed Erzegovina.

Gli oggetti sono stati lanciati dalle tribune al momento del giro d’onore del capitano, dopo il segnale dell’annunciatore. Dzeko ha così concluso il suo percorso in nazionale circondato dal pubblico, dalla maglia amata fin dall’infanzia e da un gesto collettivo pensato per trasformare l’addio in un aiuto concreto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere