Donadoni, Milan-Bologna pesa più su Amorim che Palladino
L’ex tecnico rossonero e rossoblù analizza la gara e spiega perché non ha mai allenato il Milan
Roberto Donadoni considera Milan-Bologna un appuntamento più delicato per la squadra di Rúben Amorim che per quella di Raffaele Palladino. L’ex allenatore di entrambe le società ha parlato della gara della nona giornata e del suo mancato approdo sulla panchina rossonera.
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Il Milan cerca continuità
Secondo Donadoni, il Milan ha raccolto risultati che non autorizzano lamentele, ma deve ancora ridurre gli alti e bassi mostrati finora. La crescita della formazione di Amorim, a suo giudizio, sarà completa soltanto quando arriverà una maggiore regolarità nelle prestazioni e nei risultati.
La partita assume un peso particolare anche perché dopo il Bologna ci sarà il derby. «Arrivare alla stracittadina con una vittoria sarebbe il modo ideale per preparare la vigilia e affrontare la gara», ha spiegato Donadoni parlando dell’incrocio di San Siro.
Palladino ha dato una risposta
L’ex tecnico ha giudicato positiva la reazione del Bologna dopo l’avvio complicato della stagione. Palladino, ha osservato, si è inserito con prudenza in una realtà reduce da anni molto positivi tra Champions League, Europa League e Coppa Italia, ma segnata anche da un esonero maturato all’inizio dell’annata.
A rendere più complesso il lavoro dell’allenatore c’è stata inoltre la partenza di quattro elementi di rilievo rispetto allo scorso campionato: Castro, Lucumí, Freuler e Rowe. Donadoni ha ricordato che Palladino, pur essendo giovane, ha già accumulato esperienze formative con Monza, Fiorentina e Atalanta, un bagaglio utile nella gestione di una fase delicata.
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Cissé convince, Ramos aspetta il gol
Tra i giocatori apprezzati da Donadoni c’è Cissé, ritenuto capace di svolgere molti compiti con efficacia. L’ex allenatore ha invece ridimensionato le critiche rivolte a Ramos, riconoscendogli un atteggiamento utile alla squadra anche quando non è preciso sotto porta.
Il centravanti deve segnare, ha osservato Donadoni, ma partecipa anche al lavoro collettivo e offre un contributo per i compagni. Per questo, secondo lui, va sostenuto in attesa di una crescita definitiva, perché le qualità tecniche non mancano.
Il mancato incarico al Milan
Donadoni ha poi spiegato perché non ha mai guidato il Milan, nonostante i contatti avuti prima della sua esperienza in Cina. In quel periodo aveva già assunto un impegno con lo Shenzhen e decise di rispettare la parola data.
«L’affetto per il Milan c’era, così come la voglia di tornare a vivere un’esperienza rossonera, ma avevo già preso quell’impegno», ha raccontato. L’ex tecnico ha aggiunto di non considerare questa mancata occasione un rimpianto.
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