City, il caso si allarga: i contatti di Burnham finiscono sotto esame
Il Manchester City aspetta l’appello di gennaio sulle violazioni finanziarie, mentre cresce l’attenzione sui rapporti tra il club e Andy Burnham.
Andy Burnham ha chiesto di rendere accessibili tutte le informazioni sui suoi rapporti con la proprietà del Manchester City. Il primo ministro britannico ha inoltre affermato che nessuno gli avrebbe mai sottoposto le accuse relative alla gestione finanziaria del club.
Nel registro degli interessi risultano ospitalità e biglietti pagati dal City per un valore complessivo vicino a 1.200 sterline, circa 1.400 euro. Tra gli appuntamenti figurano cene allo stadio e la partecipazione a un concerto di Ed Sheeran.
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I contatti tra Burnham e il club
La questione politica è diventata più delicata dopo che Burnham ha dovuto chiarire i rapporti con Khaldoon Al Mubarak, presidente del Manchester City. In un primo momento aveva riferito di un unico incontro ufficiale, ma i documenti diffusi dalla Greater Manchester Combined Authority hanno evidenziato una serie di rapporti più ampia.
Le ricostruzioni dei mezzi di informazione britannici parlano di almeno sei occasioni tra riunioni, colloqui e iniziative collegate anche a trasferte ufficiali all’estero. Burnham ha quindi sollecitato la pubblicazione completa dei dettagli relativi ai legami con la società e con la sua proprietà.
A gennaio la decisione sull’appello
Il verdetto sul ricorso del City dovrebbe arrivare entro la metà o la fine di gennaio. David Kogan, responsabile dell’Independent Football Regulator, ha spiegato a Times Radio che la Premier League punta a chiudere il procedimento durante la stagione: a esaminare il caso sarà un collegio autonomo formato da tre ex giudici o avvocati.
Kogan ha anche escluso qualsiasi condizionamento esterno sul lavoro dell’organismo. «Prenderemo una decisione sulla base delle prove», ha assicurato, aggiungendo di essere disposto a lasciare l’incarico qualora si verificassero interferenze politiche.
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Le accuse e le possibili sanzioni
La condanna in primo grado riguarda violazioni commesse tra il 2009 e il 2018. Secondo l’esito dell’inchiesta, i conti sarebbero stati alterati mediante accordi privi di reale consistenza per un valore vicino a 900 milioni di sterline, nell’arco di nove stagioni.
Il procedimento è considerato uno dei casi finanziari più rilevanti mai emersi nello sport britannico. Il Manchester City, tuttavia, ritiene di avere elementi sufficienti per ottenere l’annullamento della decisione già adottata.
Cosa rischia il Manchester City
Le conseguenze potrebbero incidere direttamente sulla competizione: tra le ipotesi figurano una penalizzazione in classifica, sanzioni economiche, l’allontanamento dalla Premier League e la cancellazione di alcuni trofei conquistati.
Dopo la conclusione dell’appello, l’attenzione dell’Independent Football Regulator potrebbe concentrarsi anche sulla proprietà emiratina guidata dallo sceicco Mansour. L’eventuale esame aggiuntivo rappresenterebbe un ulteriore sviluppo di una vicenda che ormai coinvolge tanto il campo quanto le istituzioni.
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