4.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura3 giorni fa

Ciclismo, la Rai stacca a 38 km dall’arrivo: bufera sulla diretta

Usigrai e Cdr Rai Sport contestano la scelta di lasciare il Mondiale per il Tg2 e denunciano disservizi nel passaggio a RaiPlay Sport.

La decisione di interrompere la diretta del Mondiale di ciclismo quando mancavano 38 chilometri al traguardo ha scatenato la reazione di Usigrai e del Cdr Rai Sport. La gara è stata tolta da Rai 2 per lasciare spazio al Tg2 delle 20.30, mentre il pubblico veniva indirizzato verso RaiPlay Sport.

Il sindacato dei giornalisti e la rappresentanza della redazione sportiva hanno definito l’episodio l’ennesimo segnale di disorganizzazione interna. «È tafazzismo comprare i diritti di grandi eventi sportivi e interromperli sul più bello», hanno osservato, criticando una scelta ritenuta penalizzante sia per gli appassionati sia per la stessa emittente.


Una gara spezzata nel momento decisivo

Secondo la ricostruzione di Usigrai e Cdr Rai Sport, il collegamento è stato sospeso a 38 chilometri dalla conclusione. Invece di proseguire su un altro canale televisivo, la Rai ha trasferito la visione sulla piattaforma digitale RaiPlay, accessibile tramite televisori connessi, computer o telefoni cellulari.

Il passaggio, però, non sarebbe stato fluido: il canale Rai Sport 3 è rimasto indisponibile per diversi minuti, impedendo agli utenti di seguire la corsa. Rai 2 ha ripreso la trasmissione soltanto intorno alle 21, quando restavano circa 10 chilometri al traguardo e una parte delle fasi più importanti era già andata in onda senza il pubblico televisivo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La protesta contro le scelte editoriali

Per le organizzazioni sindacali, non si tratterebbe di un caso isolato. Usigrai e Cdr Rai Sport sostengono che interruzioni simili finiscano per allontanare gli spettatori interessati agli appuntamenti sportivi e per irritare chi aveva scelto di seguire la competizione sulla rete generalista.

«È la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale», hanno dichiarato riferendosi al trasferimento della gara su RaiPlay e al successivo ritorno su Rai 2. La contestazione riguarda quindi non soltanto la scelta di dare spazio al Tg2, ma anche l’assenza di un’alternativa televisiva immediatamente disponibile e i problemi tecnici riscontrati sulla piattaforma.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere