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Sport 2 min di lettura7 ore fa

Chi decide il calcio? Abodi risponde a De Laurentiis: contano i tifosi

Il ministro dello Sport respinge le critiche del presidente del Napoli e invita a concentrarsi su proposte concrete, impianti e necessità del pubblico.

Il confronto sul futuro del calcio italiano passa anche dal ruolo dei presidenti, ma per Andrea Abodi il punto di riferimento non può essere limitato ai vertici dei club. Il ministro dello Sport e i giovani ha replicato alle recenti dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, chiedendo di abbandonare lo scontro verbale e di concentrarsi sui problemi da risolvere.


Abodi frena lo scontro con De Laurentiis

Parlando a margine della cerimonia dei Collari d’Oro, organizzata al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma, Abodi ha giudicato prive di basi le affermazioni del presidente del Napoli. Il ministro ha ricordato che il governo ha raccolto le istanze provenienti dal settore e ha invitato chiunque abbia idee praticabili a sottoporle alle istituzioni.

«Non dobbiamo polemizzare, ma lavorare», ha detto Abodi, sottolineando che la crescita del movimento non dipende esclusivamente dai proprietari delle società. Secondo il ministro, a determinare il successo del calcio sono soprattutto i milioni di tifosi, che chiedono un rapporto più vicino alle proprie esigenze.

De Laurentiis aveva descritto il sistema come un mondo diviso tra imprenditori e “prenditori”, sostenendo inoltre che i politici appartengano spesso alla seconda categoria. Il patron azzurro aveva anche parlato di una «stupidità che governa l’Italia» riferendosi alla vicenda legata a Malagò.

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Gli stadi restano una responsabilità dei sindaci

Nel suo intervento Abodi ha collegato le esigenze dei tifosi anche alla qualità degli impianti. Il miglioramento degli stadi, ha spiegato, viene portato avanti insieme alle amministrazioni comunali e ai club, con l’obiettivo di rendere i luoghi delle partite più adeguati al pubblico.

Il ministro ha poi chiarito che le decisioni sullo sviluppo urbano non spettano ai presidenti delle società sportive. La pianificazione della città, ha osservato, rientra nelle competenze del sindaco: una distinzione che Abodi ha definito una regola dettata dal buon senso.

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