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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Caso Goebbels, il Real Madrid sfida Tebas: chieste le dimissioni

Il presidente della Liga ha difeso il proprio paragone sulle tecniche comunicative del club, ma la società di Florentino Pérez lo accusa di aver superato ogni limite istituzionale.

Il Real Madrid alza il livello dello scontro con Javier Tebas e pretende che il presidente della Liga lasci subito l’incarico. Al centro della disputa c’è il riferimento fatto dal dirigente alle tecniche di propaganda attribuite a Joseph Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista, per descrivere la comunicazione del club e della sua televisione.

La società guidata da Florentino Pérez considera quelle parole incompatibili con il ruolo ricoperto da Tebas e chiede anche la sua uscita dalla vicepresidenza della Federazione calcistica spagnola. Il caso ha aperto una frattura istituzionale nel calcio spagnolo, con il Real Madrid intenzionato a coinvolgere anche la Uefa.

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Tebas prova a delimitare il paragone

Le dichiarazioni del presidente della Liga riguardavano, secondo la sua ricostruzione, il modo in cui il Real Madrid costruisce e diffonde i propri messaggi. Tebas ha indicato tre elementi: la ripetizione insistita di alcuni concetti, la rappresentazione di un avversario come nemico e la prevalenza del racconto sui fatti.

In un lungo messaggio pubblicato su X, il dirigente ha negato di aver sovrapposto il club all’ideologia nazista. «Il paragone riguarda quelle tecniche di propaganda, non un’ideologia né, ovviamente, la passione madridista», ha precisato, sostenendo di aver formulato un’osservazione esclusivamente tecnica sulla comunicazione del Real Madrid e di Real Madrid Tv.

Tebas ha inoltre commentato le indiscrezioni secondo cui il Consiglio Superiore dello Sport potrebbe valutare un intervento d’ufficio. Ha auspicato che, prima di qualsiasi iniziativa, vengano esaminate integralmente le sue parole e considerati anche precedenti casi analoghi.

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Il Real chiede una svolta ai vertici

La precisazione non ha convinto il club, che in un comunicato ha definito il richiamo al regime nazista «moralmente ripugnante e istituzionalmente indegno». Per la società, anche la successiva spiegazione non cancella la gravità dell’accostamento, giudicato profondamente offensivo.

Il Real Madrid interpreta l’episodio come l’ultimo passaggio di una contrapposizione che, a suo avviso, Tebas porterebbe avanti da tempo. Nel comunicato viene collegata anche al caso Negreira, relativo ai presunti pagamenti del Barcellona all’ex vicepresidente degli arbitri: il club sostiene che il presidente della Liga stia sfruttando la propria posizione per delegittimare chi invoca cambiamenti radicali nel sistema arbitrale spagnolo.

Secondo la società, Tebas avrebbe ormai compromesso la propria neutralità e non sarebbe più adatto a dirigere il calcio nazionale. Da qui la richiesta di dimissioni immediate sia dalla presidenza della Liga sia dalla vicepresidenza federale, accompagnata dall’appello per un ricambio completo ai vertici del calcio iberico.

Il club ha infine annunciato di essersi rivolto direttamente alla Uefa per ottenere un esame completo della vicenda. Nella stessa iniziativa, il Real Madrid ha ribadito la necessità di una riforma profonda dell’organizzazione arbitrale spagnola.

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