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Sport 2 min di lettura1 ott

Calafiori e il regalo al bambino: la risposta che spiazza gli haters

Dopo il gesto compiuto a Bursa, il difensore dell’Italia ha replicato a chi lo accusava di essere stato freddo con il giovane tifoso

Il gesto sembrava destinato a restare una delle immagini più tenere della serata, ma sui social si è trasformato in una discussione sul comportamento di Riccardo Calafiori. Il difensore, rimasto in panchina durante Turchia-Italia di Nations League, ha consegnato la propria maglia a un bambino entrato sul terreno di gioco e poi ha risposto a chi gli contestava una presunta mancanza di sensibilità.


La scena che ha diviso i social

Al termine della partita di Bursa, chiusa dalla Nazionale con un successo per 4-1 contro la selezione turca guidata da Montella, il giovane tifoso ha raggiunto il calciatore dell’Arsenal. Con le mani unite lo ha pregato di dargli la maglietta: Calafiori ha accolto la richiesta e il bambino ha reagito con incontenibile felicità.

Le immagini hanno iniziato a circolare rapidamente online. Tra i commenti, però, qualcuno ha accusato il difensore azzurro di non avere mostrato abbastanza partecipazione emotiva davanti all’entusiasmo del piccolo. Una lettura che Calafiori ha respinto, scegliendo di intervenire direttamente nella discussione.


Calafiori replica alle accuse

«Mi fate un po’ paura, sinceramente», ha scritto il giocatore, spiegando che dal filmato si noterebbero chiaramente la sua emozione e la sua gioia. Calafiori ha aggiunto che, rivedendo la scena, avrebbe voluto abbracciare il bambino e accarezzarlo ancora, ma in quel momento un altro ragazzo gli stava chiedendo la maglia che gli era stata promessa in precedenza.

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Il difensore ha poi contestato il modo in cui, a suo avviso, vengono cercati motivi di polemica anche all’interno di un momento positivo. «Quello che mi fa paura è come, anche in una scena così pura, andiate a cercare l’errore», ha scritto, chiedendosi se l’obiettivo sia alimentare odio e invidia oppure attirare attenzione sotto un video molto visto.


Il ricordo di quando era tifoso

Nella parte conclusiva del messaggio, Calafiori ha distinto la propria emozione da quella provata dal bambino, giudicandola inevitabilmente meno intensa. Proprio questo confronto, secondo il difensore, rende speciale l’episodio: ha ricordato di sapere bene cosa significhi incontrare un idolo e ricevere da lui un gesto inatteso.

Essere improvvisamente dall’altra parte, diventando un riferimento per un giovane appassionato, è stato descritto da Calafiori come qualcosa di profondamente appagante. La consegna della maglia, nata come un semplice incontro dopo la partita, si è così trasformata in un botta e risposta acceso sul significato dell’empatia mostrata in pubblico.

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