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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Boban scuote il Milan: quarto posto? «Così si perde l’ambizione

L’ex fuoriclasse croato torna sulle ambizioni rossonere e giudica ancora acerbo il lavoro di Rubén Amorim, soprattutto per la scelta della difesa a tre.

Il Milan non dovrebbe accontentarsi di inseguire ogni stagione un piazzamento utile per la Champions League. È questo il punto centrale dell’intervento di Zvonimir Boban, che a Radio Rai ha ribadito le perplessità già espresse pochi giorni prima al Festival dello Sport di Trento.

L’ex campione rossonero, prima calciatore e poi dirigente del club, ha anche analizzato il rendimento della squadra e le idee tattiche di Rubén Amorim. Pur riconoscendo qualche miglioramento, Boban considera ancora prematuro parlare di un progetto compiuto.


La difesa a tre resta il nodo

Secondo Boban, il Milan sta resistendo sul piano dei risultati, ma il gioco mostrato finora non offre ancora garanzie convincenti. Il sistema utilizzato da Amorim, capace di trasformarsi durante la partita in una linea a cinque o in un 3-4-3, finirebbe per penalizzare gli esterni, chiamati a sostenere un lavoro molto dispendioso.

«Non amo il gioco a tre dietro: le corse diventano lunghe e faticose, le distanze si spaccano e i collegamenti diventano difficili da mantenere nei 90 minuti», ha spiegato Boban durante la trasmissione. A suo giudizio, questo assetto richiede una gestione molto precisa delle sostituzioni per conservare energia e qualità sulle fasce e in mezzo al campo.


Amorim ha bisogno di continuità

L’ex dirigente ha invitato a non emettere sentenze definitive sull’allenatore portoghese. La prestazione contro il Lecce, ha osservato, è stata migliore rispetto alle gare nelle quali il Milan aveva concesso molto, ma il percorso è ancora nelle sue fasi iniziali.

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Boban ha aggiunto che Amorim dovrà conquistare la fiducia dell’ambiente attraverso i risultati e che, in questa fase, è normale concedergli tempo per lavorare. Allo stesso tempo, ha espresso dubbi sulla possibilità che una rosa non particolarmente ampia riesca ad arrivare fino in fondo in Europa League, nonostante lo spirito positivo portato dal tecnico.


Il quarto posto non può bastare

Il tema più netto riguarda però la dimensione delle ambizioni rossonere. Boban ha respinto la lettura secondo cui le sue parole pronunciate a Trento fossero state un attacco eccessivo al club di Gerry Cardinale: per lui chiedere al Milan di puntare alla vittoria dovrebbe rientrare nella normalità.

«Non possiamo essere mediocri. Se l’ambizione massima è ogni anno la qualificazione in Champions, allora non ho capito nulla di quello che mi hanno insegnato in Italia», ha dichiarato. Nel ricordare l’influenza del padre e il mito di Gianni Rivera, Boban ha spiegato che la storia del Milan, e ciò che ha imparato da bambino, non può essere ridotta alla semplice ricerca del quarto posto.

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