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Sport 3 min di lettura9 ore fa

Bici-razzo, costumi e rampe al 18%: la sfida folle di San Luca

La salita bolognese si è trasformata in un palcoscenico per mezzi eccentrici, personaggi sorprendenti e una gara vinta da Oscar Lionello.

Tra ironia, fatica e invenzioni costruite in garage, la Salita delle Orfanelle è diventata un punto d'incontro per ciclisti e spettatori. Red Bull Scatené ha legato la competizione all'identità di Bologna, trasformando una prova sportiva in una giornata capace di lasciare a tutti una storia da raccontare, anche a chi non è arrivato davanti.

La città è entrata nella gara attraverso gli ostacoli, i riferimenti scelti dai partecipanti e l'atmosfera lungo il percorso. Il pubblico ha seguito ogni passaggio tra applausi, travestimenti e biciclette fuori dal comune, mentre i concorrenti cercavano di combinare velocità, equilibrio e spettacolarità.


Il premio più difficile da assegnare

A valutare le biciclette personalizzate sono stati gli Space Valley, collettivo di creator nato a Bologna nel 2016. Nels e Cesu hanno anche accompagnato la manifestazione al microfono, seguendo sia le fasi della corsa sia le soluzioni tecniche e scenografiche presentate dai rider.

La giuria ha premiato Cristian Bonini, pettorale 78, autore di un mezzo a forma di razzo ispirato a Wile E. Coyote e Beep Beep. Gli Space Valley hanno spiegato che la decisione è stata combattuta: a fare la differenza sono stati la precisione dei dettagli e l'impegno richiesto da una bici particolarmente ingombrante.


Una salita da affrontare senza sconti

La gara ha preso forma lungo un tracciato di settecento metri, con cento metri di dislivello e rampe capaci di raggiungere il 18%. Tutti hanno dovuto utilizzare biciclette monomarcia, mentre il percorso proponeva ostacoli ispirati a Bologna: dal Nettuno agli umarell, passando per libri e portici.

Il regolamento lasciava spazio alla fantasia, ma non cancellava la componente agonistica. Dopo le batterie preliminari, i concorrenti si sono contesi la finale cercando di arrivare per primi senza rinunciare a un costume o a un mezzo riconoscibile già a distanza.


Bologna fa da sfondo alla sfida

La prima edizione di Red Bull Scatené ha portato sulla Salita delle Orfanelle personaggi come il Genio della lampada, Babbo Natale, l'Uomo Nutria e Super Mario. Le loro biciclette, insieme agli abiti scelti per l'occasione, hanno attirato gli spettatori lungo una strada normalmente associata alle imprese del ciclismo.

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Il tratto bolognese, noto per la pendenza e per il collegamento con San Luca, è stato così utilizzato come spazio condiviso tra agonismo e intrattenimento. Chi era ai margini del percorso ha seguito la gara da vicino, mentre i partecipanti hanno interpretato la città attraverso decorazioni, riferimenti pop e trovate personali.


Lionello firma il primo successo

A imporsi nella finale è stato Oscar Lionello, diventato il primo vincitore della manifestazione proprio nella sua città. Il successo è arrivato al termine di una prova che ha richiesto una preparazione diversa dal suo abituale percorso sportivo.

«Vincere a casa è proprio bello, ci sono qui tutti i miei amici e la mia famiglia. Io sono un ciclista ma solitamente non faccio ciclismo su strada, sono in un gruppo di mountain bike e la mia specialità è l'enduro», ha raccontato al termine della gara. Lionello ha aggiunto di non aver toccato la bicicletta per due settimane, compensando poi con una settimana di corsa e arrivando alla partenza particolarmente motivato.


Il razzo nato in officina

Per Cristian Bonini, la competizione era iniziata molto prima del via. La sua bicicletta, costruita con l'aiuto di amici, è stata completata lavorando fino a notte inoltrata; il progetto prevedeva anche una maschera ottenuta con polistirolo e colla a caldo.

«La vera domanda è: perché no? Scatenati, si può fare tutto, e se ci sei devi fare le cose fatte bene, non a metà», ha detto Bonini, spiegando che l'idea era nata da una telefonata ricevuta il mercoledì sera. Nonostante il risultato in batteria, chiusa all'ultimo posto, il rider ha difeso con ironia il lavoro del gruppo: il mezzo pesava una ventina di chili ed era stato pensato per rappresentare un Wile E. Coyote finalmente capace di raggiungere Beep Beep.

La presenza del pubblico e la partecipazione degli Space Valley hanno completato una giornata costruita attorno alla creatività. Nella sfida bolognese il risultato contava, ma anche l'originalità del modo in cui ogni concorrente aveva scelto di affrontare la salita.

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