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Sport 3 min di lettura5 ore fa

Barella, il posto non è più garantito: Mancini cambia gerarchie

Dopo l’avvio deludente e il ridotto impiego nelle ultime trasferte, il centrocampista dell’Inter deve fare i conti con la crescita di Frattesi e con nuove gerarchie azzurre.

La sfida di lunedì a Bologna contro la Turchia potrebbe offrire a Nicolò Barella l’occasione per tornare dall’inizio. La sua eventuale presenza nell’undici titolare sarebbe legata anche al turnover e alla gestione delle energie, ma il quadro è cambiato: il centrocampista non appare più intoccabile come durante il trionfo europeo.


Frattesi ha sfruttato l’occasione

Davide Frattesi, scelto dall’inizio nelle gare contro Turchia e Francia, ha risposto in modo convincente alle decisioni di Roberto Mancini. A Bursa ha interpretato bene il sistema azzurro, risultando tra i protagonisti di un primo tempo brillante e trovando anche la via del gol.

A Parigi il copione è stato diverso, con un lavoro più prudente e meno spazio per le iniziative offensive. Anche in quel contesto, tuttavia, il centrocampista della Lazio ha mantenuto un rendimento positivo. Il suo avvio di stagione è stato particolarmente produttivo: con la squadra di Gattuso ha segnato tre reti nelle prime tre giornate, dopo aver trovato una continuità che all’Inter gli era mancata, anche per la presenza di Barella.


Il rendimento pesa sulla scelta

Il momento del giocatore dell’Inter va letto anche alla luce dell’ultima annata, considerata la più complicata da quando è arrivato a Milano nell’estate del 2019. Le prestazioni poco convincenti e le critiche ricevute hanno accompagnato diversi mesi difficili, compreso il periodo successivo all’eliminazione dalla Champions League contro il Bodo/Glimt.

Il voto finale della sua stagione è stato 6,5, risultato migliorato soprattutto grazie alla reazione mostrata nelle ultime settimane. Il Barella delle annate precedenti, però, aveva offerto un rendimento di livello superiore. Per questo ogni sua prova negativa attira un’attenzione maggiore, soprattutto dopo il titolo europeo conquistato con l’Italia.


Le scelte di Mancini fanno discutere

Contro il Belgio, all’esordio, Barella era stato schierato sul centro-destra insieme a Romano e Tonali. L’intero reparto non aveva convinto e il centrocampista era finito tra i peggiori della serata, anche per la palla persa da cui era nato il contropiede concluso da Lukebakio con un tiro da fuori area. La partita dell’Olimpico era terminata 0-2, con Donnarumma e Cambiaghi tra i pochi azzurri a salvarsi.

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Mancini aveva già spiegato di voler utilizzare la lunga pausa con quattro incontri ravvicinati per osservare giocatori meno esperti. Prima della gara in Turchia, il commissario tecnico aveva detto alla Rai: «Non è stato difficile rinunciare a Barella, perché noi sappiamo già il suo valore». Il tecnico aveva aggiunto che, senza impiego nelle partite, non sarebbe stato possibile valutare davvero i giovani in grado di diventare protagonisti nelle sfide future.


Il caso Francia cambia prospettiva

L’assenza dalla trasferta di Bursa era stata quindi presentata come una scelta di rotazione e di gestione delle forze. Mancini aveva adottato un criterio simile anche con Cambiaghi, lasciato fuori dalla convocazione per la gara francese.

Diverso il significato della panchina di Parigi. In quella circostanza il centrocampo titolare era formato da Frattesi, Tonali e Fagioli, lo stesso reparto che aveva brillato in Turchia. Barella è entrato soltanto nella parte conclusiva del match e, poco prima del termine, ha avuto una grande opportunità: arrivato in area su un passaggio arretrato di Vergara, ha però calciato sopra la traversa.

La sfida di Bologna potrà dunque chiarire se si sia trattato soltanto di una rotazione legata al calendario oppure di un ridimensionamento più duraturo. Tonali ha recuperato terreno dopo l’esordio negativo, Frattesi ha aumentato la pressione e Barella dovrà riconquistare una posizione che, fino a poco tempo fa, sembrava assicurata.

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