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Sport 3 min di lettura53 min fa

Balbo: Roma da Scudetto, rifiutai anche la Juve

L'ex attaccante racconta gli anni tra Udinese e Roma e chiarisce il litigio con Zeman

Abel Balbo considera la Roma attuale una candidata allo Scudetto e ricorda di avere rifiutato anche la Juventus per restare fedele al club giallorosso. L'ex attaccante argentino, doppio ex di Udinese-Roma, ha ripercorso la propria carriera tra ricordi, rapporti con gli allenatori e giudizi sulla squadra di Gian Piero Gasperini.

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La Roma può lottare per il titolo

Secondo Balbo, la formazione romanista dispone di un gruppo compatto e di giocatori pronti a seguire Gasperini in ogni momento. L'allenatore, a suo giudizio, riesce a ottenere il massimo dalla rosa, che può contendere il campionato all'Inter.

L'argentino ha indicato Matías Soulé come la sorpresa più significativa: vede nell'argentino una crescita simile a quella vissuta da lui al momento dell'arrivo nella Capitale. Soulé, ha spiegato, si è assunto responsabilità sempre maggiori. Tra gli altri nomi citati figurano Balerdi, ritenuto adatto alle richieste di Gasperini, Dybala e Malen.

Balbo ha comunque riconosciuto un vantaggio all'Inter, considerata più completa sia tra i titolari sia nelle alternative. La Roma, però, potrebbe approfittare di un eventuale passo falso nerazzurro. «Possono farcela», ha affermato parlando delle possibilità giallorosse.


Il chiarimento sul rapporto con Zeman

Il ricordo più affettuoso dell'esperienza romana resta legato a Carlo Mazzone, descritto come una figura paterna e come un allenatore profondamente romanista. Balbo ha associato a quegli anni anche l'atmosfera dell'Olimpico e un periodo particolarmente positivo per la squadra.

Diverso il rapporto con Zdeněk Zeman. Balbo ha smentito di aver definito il tecnico laziale, come riportato in passato, ma ha confermato di averlo insultato dopo una sostituzione. Tra i due, ha spiegato, non nacque la sintonia necessaria: lui avrebbe voluto maggiore libertà sul campo.

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L'ex centravanti ha ricordato di avere ricoperto molti ruoli nel corso della carriera, dal trequartista in Argentina al terzino nel Mondiale del 1990, fino alla mezzala nel torneo del 1994. «Dove stavo giocavo», è stata la sintesi del suo approccio.


Dall'Udinese alla scelta giallorossa

Balbo ha raccontato che a Udine arrivò grazie all'intuizione di Pierpaolo Marino, che lo osservò senza farsi notare durante un viaggio in Argentina. In quel periodo lui e la moglie erano molto giovani e dovettero ambientarsi in un Paese diverso per lingua e abitudini.

A Roma, invece, disse di essere maturato pienamente. Il passaggio da una città di circa 100mila abitanti a una metropoli cambiò ogni aspetto della sua vita, dentro e fuori dal calcio. L'attaccante ha ricordato anche le difficoltà dell'ambiente romano, dove una critica mal gestita può pesare rapidamente.

Il trasferimento nella Capitale arrivò dopo il mancato approdo all'Inter, frenato dal presidente Ernesto Pellegrini per una firma giudicata poco elegante. Balbo ha raccontato di averla poi cambiata. Franco Sensi investì 18 miliardi di lire per acquistarlo dall'Udinese e, negli anni successivi, il giocatore respinse diverse proposte, compresa quella della Juventus: andare a Torino, ha spiegato, non sarebbe stato coerente con il rispetto dovuto alla Roma.

Nel campionato vinto nel 2001, Balbo era la quarta scelta offensiva alle spalle di Batistuta, Totti e Montella. Ha attribuito a Sensi gran parte del merito di quel successo, definendolo un presidente capace di costruire una squadra con campioni in ogni reparto.

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