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Sport 2 min di lettura24 set

Antonelli e il Mondiale: il gesto nel paddock che svela tutto

Dopo Monza, il pilota bolognese continua a gestire la pressione senza cambiare registro: a Baku ha scherzato con Norris e Hamilton, mentre il titolo resta sempre più vicino.

Kimi Antonelli si avvicina al Mondiale senza abbandonare il suo stile. La posta in gioco cresce, ma il pilota bolognese continua a muoversi con leggerezza, tra sorrisi e battute, convinto che sia proprio questo il modo migliore per non perdere concentrazione.

A Baku, nel weekend del Gran Premio d’Azerbaigian in programma sabato alle ore 13 italiane, il suo atteggiamento è rimasto identico a quello mostrato fin dall’inizio della stagione. E nel media day ha spiegato con chiarezza perché non intende cambiare approccio proprio adesso.


La ricetta di Antonelli non cambia

La prima parte della stagione ha confermato talento e velocità, e i risultati lo dimostrano: il vantaggio su George Russell è ampio e i record collezionati fin qui raccontano un percorso in continua crescita. Proprio per questo, Antonelli ritiene rischioso modificare il proprio modo di stare dentro al campionato ora che la fase decisiva si avvicina.

Nel paddock azero ha ribadito il concetto anche davanti ai giornalisti, spiegando che per lui non esiste un metodo diverso da quello già adottato. «Questa è l’unica maniera che conosco per non perdere il focus», ha detto nel media day di Baku.


Lo scherzo a Norris e Hamilton

Le parole, però, sono state accompagnate dai fatti. Dalla sua terrazza nel paddock, Antonelli ha scherzato chiamando Lando Norris e Lewis Hamilton per una foto, quasi fosse un tifoso qualunque. I due inglesi, racconta l’episodio, hanno sentito una voce che non hanno riconosciuto subito e si sono guardati intorno prima di capire da dove arrivasse il richiamo.

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È un atteggiamento che si inserisce in una linea precisa: restare se stesso anche quando il traguardo mondiale appare più vicino. Dopo la vittoria di Monza, il giovane pilota ha iniziato ad affrontare con più apertura anche il tema del titolo, senza però spingersi a dire di averlo già in mano.


Il traguardo è più vicino

La consapevolezza, oggi, è il punto centrale. Antonelli sa di essere poco più che un ragazzo, ma anche di avere davanti un’occasione enorme. Il sogno del Mondiale, che inseguiva da bambino, non è più un’idea lontana.

Restano otto o nove gare alla fine, con ancora da definire la sequenza completa della doppietta Qatar-Abu Dhabi. Ma il senso della situazione è chiaro: il traguardo è lì, e per Antonelli la sfida è arrivarci senza perdere il proprio equilibrio.

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