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Antognoni, quindici gare saltate dopo il colpo di Martina

L'ex numero 10 viola perse 15 gare, rientrò nel marzo 1982 e partecipò al Mondiale vinto dall'Italia

Giancarlo Antognoni ha ricordato il grave scontro con Silvano Martina, avvenuto a Firenze il 22 novembre 1981.

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Il ritorno in nazionale

Dopo il rientro in campo, Antognoni riuscì a recuperare la condizione necessaria per convincere Enzo Bearzot. Il commissario tecnico lo osservò da vicino e il capitano viola gli assicurò di sentirsi pronto per il torneo in Spagna.

Quell'estate arrivò anche la soddisfazione più grande: la vittoria dell'Italia al Mondiale. Antognoni ha definito quel successo una consolazione importante dopo una stagione segnata dall'assenza e conclusa dalla Fiorentina al secondo posto, alle spalle della Juventus.


Nessun rancore dopo l'incidente

A distanza di anni, l'ex capitano della Fiorentina ha spiegato di avere incontrato nuovamente Martina a Coverciano, quando l'ex portiere aveva già intrapreso l'attività di procuratore. L'episodio, ha chiarito Antognoni, non ha lasciato risentimenti: «È acqua passata, nessun rancore».

Lo scontro gli costò 15 partite con la Fiorentina. Secondo Antognoni, con lui in campo la squadra avrebbe potuto conquistare almeno due punti in più nella corsa allo scudetto.


Il colpo alla tempia

Il contatto avvenne allo Stadio Comunale di Firenze durante la partita contro il Genoa. Martina uscì dall'area in modo scomposto e colpì Antognoni con il ginocchio vicino alla tempia, in un'azione che per dinamica è stata accostata all'incidente costato la vita a Jesus De Miguel, attaccante del Tenerife.

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Antognoni ha raccontato di ricordare soltanto immagini frammentarie prima dell'impatto. Perse conoscenza e si risvegliò negli spogliatoi circa dieci minuti più tardi, riconoscendo subito i compagni. Rivedere le immagini televisive dell'azione gli provocò una sensazione molto negativa.


Il rientro contro il Genoa

Il 21 marzo 1982 il numero 10 tornò a giocare contro il Cesena. In seguito affrontò di nuovo il Genoa e Martina: all'inizio provò una certa apprensione, ma concentrarsi sulla partita gli permise di superare rapidamente quel momento.

Per prudenza evitò di colpire il pallone di testa, senza però vivere il ritorno in campo come un trauma. Sul piano giudiziario aveva scelto di costituirsi parte civile, senza denunciare Martina, perché considerava l'intervento un episodio di gioco compiuto in buona fede.

Rievocando le conseguenze dell'impatto, Antognoni ha aggiunto: «Se mi avesse preso in pieno la tempia, qualche centimetro più in là, non sarei qui a parlarne». Ha detto di non avere mai sognato quella scena e di sentirsi fortunato per poterla raccontare.

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