America's Cup a Napoli: Abodi rilancia il sogno del bis nel 2029
Le prove ufficiali aprono il weekend del Golfo e il ministro collega l’evento ai lavori, alla rigenerazione di Bagnoli e all’idea di riportare la Coppa in città.
L’America’s Cup entra nel vivo a Napoli proprio mentre il governo prova a trasformare l’evento in un’eredità più lunga della gara. Andrea Abodi ha collegato l’avvio delle preregate non solo allo spettacolo in acqua, ma anche agli effetti che potrebbero restare sul territorio, fino all’ipotesi di un nuovo appuntamento nel 2029.
Il weekend che cambia il racconto
Da domani e fino a domenica il lungomare partenopeo ospiterà la regata preliminare, dopo le prove ufficiali che segnano l’inizio della fase agonistica. Per il ministro per lo Sport e i Giovani, il passaggio è decisivo perché sposta l’attenzione dalle presentazioni alle sfide tra gli equipaggi.
Abodi ha spiegato che finora si è parlato soprattutto dell’organizzazione, delle infrastrutture e dei progetti collegati all’evento. Adesso, invece, saranno le gare a raccontare il valore di questi mesi di lavoro, definiti dal ministro come un periodo fatto di pianificazione, responsabilità condivise e collaborazione tra istituzioni.
Bagnoli e Caivano come simboli della legacy
Nel suo ragionamento, Napoli non è solo il teatro della competizione. C’è anche Bagnoli, l’ex area Italsider rimasta per quarant’anni in stato di abbandono e oggi al centro di un percorso di trasformazione che dovrebbe accogliere i team. Abodi ha descritto quel luogo come una ferita che si sta rimarginando e ha rivendicato il ruolo del governo nel processo di recupero.
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Il ministro ha poi richiamato Caivano e il centro sportivo “Pino Daniele”, dove ieri 350 bambini hanno sperimentato la vela in piscina. L’obiettivo, ha chiarito, è portare il mare anche in zone lontane dalla costa, così che l’esperienza possa raggiungere ragazzi e ragazze delle periferie e alimentare curiosità e partecipazione.
Napoli guarda già al 2029
Accanto alla dimensione sportiva, Abodi insiste sulle ricadute future: turismo, lavoro e una nuova consapevolezza sul peso dell’economia del mare. È questa, secondo il ministro, una parte dell’eredità che l’America’s Cup potrà lasciare alla città quando le regate saranno finite.
Da qui anche l’idea del bis. Napoli, ha osservato Abodi, sta dimostrando di avere le caratteristiche per restare protagonista e quindi può puntare a ospitare ancora la Coppa nell’edizione del 2029. Ma la priorità, ha precisato, resta un’altra: concentrarsi sull’evento già assegnato e fare bene da subito ciò che sta per cominciare.
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