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Sport 2 min di lettura3 ore fa

1,4 miliardi bruciati: il conto salatissimo dei club sauditi

L’indagine del CIES fotografa il pesante deprezzamento degli investimenti dei quattro principali club sauditi tra acquisti, cessioni e valore residuo dei giocatori.

Il calcio saudita ha speso cifre enormi per costruire una competizione ricca di stelle, ma il bilancio degli investimenti è tutt’altro che positivo. In cinque anni, i quattro club più importanti del campionato hanno accumulato perdite complessive pari a 1,4 miliardi di euro.

La graduatoria elaborata dal Centro Internazionale per gli Studi Sportivi (CIES) prende in esame il periodo iniziato con la sessione estiva del mercato 2022, precedente all’espansione internazionale della Saudi League. Il calcolo considera sia il saldo tra acquisti e cessioni, sia la diminuzione del valore di mercato dei calciatori ancora sotto contratto.

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Al Hilal guida la classifica negativa

Il dato più pesante riguarda l’Al Hilal, il club saudita oggi allenato dall’ex tecnico dell’Inter Simone Inzaghi. La società ha registrato una perdita complessiva di 502 milioni di euro, il valore più alto tra tutte le squadre analizzate a livello mondiale.

Una parte consistente del passivo, pari a 315 milioni, nasce dalla differenza tra il denaro investito per acquistare i giocatori e quello recuperato attraverso le successive cessioni. Altri 187 milioni dipendono invece dal calo stimato del valore dei calciatori ancora presenti in rosa rispetto al prezzo pagato per ingaggiarli.


Quattro saudite nella top sei

L’Al Hilal non è l’unico club della Saudi League ad aver sostenuto un costo molto elevato. L’Al-Nassr occupa il terzo posto globale con 229 milioni di euro di perdite, mentre l’Al-Ittihad è quinto a quota 175 milioni.

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Subito dopo si trova l’Al-Ahli, sesto con un passivo di 134 milioni. Sommando i risultati delle quattro società, il conto raggiunge dunque 1,4 miliardi di euro nell’arco considerato.


Solo due club europei resistono

La classifica non è composta esclusivamente da squadre saudite. Tra le prime sei posizioni compaiono infatti anche due società inglesi, inserite tra i club che hanno visto diminuire maggiormente il valore dei propri investimenti sul mercato.

Il Manchester United è secondo con una perdita di 405 milioni di euro, mentre il Tottenham si colloca al quarto posto con 188 milioni. L’Al Hilal precede così tutti i rivali mondiali per risorse perse, mentre le altre tre grandi realtà saudite completano un quadro dominato dagli effetti economici della campagna acquisti degli ultimi cinque anni.

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