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Spettacolo 3 min di lettura30 set

Topo Gigio perde la sua voce storica: addio a Peppino Mazzullo

Scomparso a 100 anni l’interprete messinese che dal 1961 al 2006 diede identità al celebre pupazzo, accompagnando intere generazioni della televisione italiana.

Per quasi mezzo secolo il timbro di Peppino Mazzullo è rimasto legato a Topo Gigio, fino a diventare inseparabile da uno dei personaggi più riconoscibili della televisione italiana. L’attore messinese è morto a 100 anni: era nato il 6 giugno 1926 a Santo Stefano di Briga, frazione di Messina nella quale aveva scelto di trascorrere gli ultimi anni.

Il suo rapporto professionale con il celebre topolino si era sviluppato dal 1961 al 2006, attraversando 45 anni di programmi, spettacoli e generazioni di pubblico. A lui viene associata anche la battuta «Ma cosa mi dici mai?», diventata uno dei tratti distintivi del personaggio.


Una voce costruita insieme al personaggio

Topo Gigio aveva esordito in televisione nel 1959 con la voce di Domenico Modugno. Due anni dopo Mazzullo ne assunse l’interpretazione e contribuì a fissarne il modo di parlare, trasformando il lavoro vocale in una componente essenziale della personalità del pupazzo creato da Maria Perego.

Mazzullo rifiutava l’idea di essere considerato soltanto un doppiatore. Per lui, dare voce a Topo Gigio significava interpretarlo e accompagnarne l’evoluzione nel tempo. La sua versione del personaggio arrivò anche oltre i confini italiani: nel dicembre 1962 il topolino entrò tra gli ospiti ricorrenti dell’Ed Sullivan Show negli Stati Uniti.


Dal ricordo d’infanzia alla ribalta internazionale

L’attore raccontava che il legame con quella figura fosse iniziato molto prima dell’incontro professionale. Da bambino, intorno ai due anni, una notte avrebbe visto una sagoma ai piedi del letto e, paralizzato dalla paura, non sarebbe riuscito a chiamare la madre. Lei lo aveva rassicurato spiegandogli che si trattava di un «fuddettu», un piccolo folletto portatore di fortuna.

Quando Mazzullo si trovò davanti il pupazzo di Maria Perego, riconobbe in qualche modo quella suggestione infantile e iniziò a farlo parlare. Gino Bramieri, presente in quel momento, gli avrebbe suggerito di conservare quella voce perché gli avrebbe portato fortuna. Negli Stati Uniti, Mazzullo ricordava con particolare emozione l’incontro con Ginger Rogers, attrice che ammirava molto.

Dietro le apparizioni televisive, Topo Gigio prendeva vita attraverso un meccanismo elaborato: gli animatori, vestiti di nero e collocati contro uno sfondo scuro, muovevano il pupazzo mentre Mazzullo ne eseguiva le battute. Il risultato era un personaggio capace di sembrare autonomo agli occhi del pubblico.

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Il teatro, Richetto e il ritorno in Sicilia

La carriera di Mazzullo era cominciata sul palcoscenico, al Teatro Auditorium San Gaetano di Santo Stefano di Briga, dove aveva recitato fin da giovane. Una borsa di studio gli aveva consentito di perfezionarsi tra Roma e Milano; negli anni Cinquanta aveva poi iniziato a lavorare tra la televisione e i teatri milanesi.

I bambini lo conoscevano anche per Richetto, lo scolaro irrequieto e spesso bocciato che compariva allo Zecchino d’Oro accanto al Mago Zurlì interpretato da Cino Tortorella. Tuttavia, il personaggio destinato a identificare più di ogni altro il suo percorso artistico sarebbe rimasto Topo Gigio.

Nel 2004 l’attore era rientrato in modo definitivo in Sicilia. A Messina aveva fondato il Piccolissimo Teatro e continuato a occuparsi di recitazione, affiancando all’attività artistica anche una scuola dedicata al teatro comico e drammatico.


L’ultimo compleanno e i funerali

Nel giugno 2026 Mazzullo aveva celebrato il secolo di vita a Santo Stefano di Briga, insieme ai familiari e agli abitanti del paese natale. Alla festa avevano partecipato anche Leo Valli, che in seguito aveva raccolto il ruolo di voce di Topo Gigio, e il cantautore Franco Fasano.

In quell’occasione era tornato il ricordo di una carriera nata in teatro e diventata parte della memoria collettiva televisiva. Mazzullo aveva ribadito il proprio rapporto con il personaggio dicendo: «Io sono il creatore e l’interprete della mia voce».

Le esequie sono fissate per giovedì 1 ottobre alle 15.30 nella chiesa di San Giovanni, a Santo Stefano di Briga.

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