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Spettacolo 2 min di lettura3 ore fa

Taylor Swift, un documentario sull’attentato sventato a Vienna

Andreas Pichler e Veronika Kaserer raccontano il piano jihadista che ha portato all’annullamento dei concerti del 2024

Un documentario ricostruirà il piano terroristico contro i concerti di Taylor Swift a Vienna, sventato dalle autorità nell’agosto 2024. Il progetto, intitolato provvisoriamente Taylor Swift Wien, sarà diretto da Andreas Pichler e Veronika Kaserer.

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Il ricordo di Taylor Swift

La popstar ha saputo della minaccia mentre si stava dirigendo verso la capitale austriaca. I tre spettacoli previsti l’8, il 9 e il 10 agosto allo stadio Ernst-Happel sono stati cancellati dopo l’arresto del principale sospettato.

Due settimane dopo, Swift ha commentato l’accaduto sui social network, spiegando che l’annullamento le aveva provocato paura e senso di colpa per le migliaia di persone già organizzate per assistere ai concerti. Ha però aggiunto di sentirsi riconoscente verso le autorità: «Stavamo piangendo per la cancellazione dei concerti e non la perdita di vite umane».


Il progetto del documentario

La ricostruzione partirà dal 6 agosto 2024, quando decine di migliaia di fan hanno iniziato a raggiungere Vienna per gli eventi. La produzione tedesco-austriaca metterà a confronto la comunità dei sostenitori di Taylor Swift con il percorso di radicalizzazione online seguito dai giovani coinvolti nel piano.

Il film analizzerà anche il contrasto tra l’ambiente inclusivo legato ai concerti e l’ideologia della mascolinità aggressiva che, secondo la presentazione del progetto, ha alimentato il bisogno di riconoscimento dei sospettati.

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Gli arresti e le condanne

Beran A., allora diciannovenne austriaco di origini nord-macedoni, è stato fermato il giorno prima del primo concerto. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, aveva aderito all’Isis e aveva preparato con due complici un attentato suicida per colpire il pubblico.

Il giovane ha ammesso di voler «uccidere un gran numero di persone» tra gli spettatori. Con lui è stato condannato anche il diciannovenne slovacco Arda K., che ha ricevuto una pena di 12 anni per il coinvolgimento in una cellula dello Stato Islamico.

Tra i complici è stato identificato anche Mohammad A., quindicenne di origine siriana. Nel 2025 è stato condannato a 18 mesi di detenzione con pena sospesa. Gli investigatori hanno inoltre accertato che il gruppo stava valutando altri attentati.

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