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Spettacolo 3 min di lettura31 min fa

Roma espone undici ritratti del giovane Bob Dylan

Le fotografie di John Cohen saranno visibili e acquistabili dal 5 dicembre nella Vinyl Room dei fratelli De Gregori

Undici fotografie dedicate al giovane Bob Dylan saranno esposte dal 5 dicembre alla Vinyl Room di Roma. Gli scatti, realizzati da John Cohen tra il 1962 e il 1970, potranno anche essere acquistati.

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Le immagini della mostra romana

L’esposizione si intitola “Bob Dylan: Forever young” ed è curata da Gerardo Martorelli. Il percorso riunisce ritratti inediti o poco conosciuti del musicista, fissato dall’obiettivo di Cohen quando muoveva i primi passi nella scena folk del Greenwich Village.

Le opere misurano 30 × 40 centimetri e sono prodotte in serie numerate di dieci esemplari. Ogni fotografia è firmata e stampata a partire da file originali su carta baritata ai sali d’argento. L’appuntamento è fissato per sabato 5 dicembre in via della Frezza 53/A, presso la Vinyl Room.

Bob Dylan, nato Robert Allen Zimmerman, era arrivato a New York il 24 gennaio 1961 con una chitarra e pochi oggetti personali. Il suo primo album, “Bob Dylan”, sarebbe uscito il 19 marzo 1962, quando aveva vent’anni. In quel periodo il cantante cercava ancora la propria identità artistica tra i locali e i musicisti del Village.


Cohen tra musica e fotografia

John Cohen, nato a New York il 2 agosto 1932 e morto nel 2019, operò in diversi ambiti: fu fotografo, musicista, regista e studioso delle tradizioni popolari statunitensi. Dopo la formazione artistica a Yale e l’incontro con l’insegnamento di Herbert Matter, sviluppò un metodo basato sull’osservazione dei volti e degli ambienti, lontano dalle immagini costruite.

Alla fine degli anni Cinquanta frequentò l’avanguardia culturale newyorkese e ritrasse esponenti della generazione Beat come Allen Ginsberg, Gregory Corso e Jack Kerouac. Nello stesso periodo contribuì alla nascita dei New Lost City Ramblers, gruppo impegnato nella riscoperta della musica rurale americana.

Cohen documentò anche interpreti come Woody Guthrie, Roscoe Holcomb e Pete Seeger. Il suo lavoro sulle comunità degli Appalachi sfociò nel documentario “The high lonesome sound”, realizzato nei primi anni Sessanta e dedicato alla musica tradizionale di quelle regioni.

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Il primo incontro con Dylan

Cohen conobbe Dylan nel 1961, poco dopo l’arrivo del giovane musicista a New York. I due si incontrarono in uno dei caffè del Greenwich Village e condivisero l’interesse per il repertorio folk. Quando seppe che Cohen lavorava anche come fotografo, Dylan gli chiese di realizzare alcuni ritratti.

La prima sessione documentata si svolse nella primavera del 1962, nel laboratorio di Cohen nell’East Village e sul tetto dell’edificio. Le immagini nacquero senza una preparazione rigida: Dylan appare con la chitarra e l’armonica, ancora lontano dal personaggio destinato a diventare un riferimento internazionale.

Quelle fotografie sono state raccolte anche nel volume “Young Bob: John Cohen's early photographs of Bob Dylan”, pubblicato da PowerHouse Books. Cohen tornò a fotografare Dylan nel 1970, realizzando anche immagini a colori che sono state riscoperte e valorizzate in seguito.


La sede in via della Frezza

La Vinyl Room è gestita dai gemelli Marco e Federico De Gregori, figli del cantautore Francesco De Gregori. Il negozio propone dischi nuovi e usati, rarità, edizioni limitate, cofanetti e fotografie legate alla storia della musica.

La selezione comprende rock, folk, jazz, canzone d’autore, Krautrock, musica d’avanguardia e colonne sonore. Il locale ospita inoltre la serigrafia numerata e autografata “Man on a bridge”, tratta da un dipinto realizzato da Dylan nel 2008 e acquistata da Francesco De Gregori durante una mostra dell’artista americano. L’opera, al momento, non è in vendita.

Per informazioni sulla mostra sono disponibili il numero 06 3214295 e l’indirizzo di posta elettronica vinylroom2017@gmail.com.

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