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Spettacolo 2 min di lettura5 giorni fa

Quasi Vera, Brizzi accende l’allarme: l’IA entra nella politica

Il regista torna al cinema con un film che mette al centro social, verità manipolata e nuove fratture culturali, mentre racconta anche il suo sguardo su femminismo, moglie e identità.

L’intelligenza artificiale, per Fausto Brizzi, non è più soltanto una tecnologia da osservare da lontano: sta già spostando equilibri e abitudini, fino a toccare anche la politica. È il punto da cui riparte il regista con Quasi Vera, film con cui rientra in sala e che usa proprio il confine tra realtà e finzione come chiave del racconto.

Brizzi lega questo tema alla trasformazione dei comportamenti pubblici, in particolare sui social, dove separare ciò che è autentico da ciò che è costruito diventa sempre più complicato. Nel suo discorso entrano anche il femminismo, la discussione sulle gonne e il rapporto con la moglie, in un quadro che mescola osservazione personale e sguardo sul presente.


Social e verità sempre più fragili

Il regista insiste soprattutto sulla zona grigia in cui oggi si muovono informazione e percezione. Secondo lui, la confusione tra vero e falso è alimentata anche dagli strumenti digitali, che rendono più semplice modificare, filtrare o inventare ciò che vediamo.

In questa lettura, l’IA assume la forma di uno «tsunami» che viene guardato dalla riva, mentre i suoi effetti avanzano comunque. Brizzi descrive così un cambiamento già in corso, non un pericolo lontano.

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Gli uomini, il femminismo e i segnali che

Parlando dei rapporti tra i sessi, Brizzi sostiene che gli uomini siano diversi rispetto al passato, pur restando casi evidenti di persone che non colgono la portata della rivoluzione in atto. La sua riflessione si intreccia con il femminismo e con una polemica sulle gonne, usati come esempi di un dibattito ancora acceso.

C’è poi un passaggio più leggero, ma non meno rivelatore del tono del racconto: il riferimento a quella volta in cui su un pass comparve scritto «Fausto Salis». Accanto a questo episodio, il regista richiama anche il proprio legame con la moglie, inserendo dettagli privati dentro una conversazione più ampia su identità, linguaggio e cambiamento.

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