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Spettacolo 4 min di lettura1 ora fa

Marco Perego Saldaña, dall’alopecia al cinema internazionale

L’artista e produttore racconta gli inizi a New York, la famiglia, l’incontro con Lynch e il film girato in Italia.

Marco Perego Saldaña sta producendo a Roma un film personale, ispirato alla storia della madre e interpretato da Valeria Golino. Nel corso di una lezione aperta agli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha raccontato anche gli anni difficili trascorsi tra Brasile, New York, Argentina e Los Angeles.

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Gli inizi tra Italia e New York

Perego ha spiegato di aver iniziato a disegnare senza considerarsi un artista. Gilda Moratti lo ha aiutato a vendere i primi cinque quadri, esposti nella casa dei genitori sopra una carrozzeria. Con i 5mila dollari guadagnati ha potuto finanziare la sua prima mostra.

Nel 2001 ha lasciato l’Italia. Dopo due anni in Brasile, ha raggiunto New York senza conoscere la lingua e ha dormito anche nella metropolitana, vivendo a Parkchester, nel Bronx. Nel frattempo continuava a disegnare sul retro dei manifesti dei supermercati, convinto che in città avrebbe potuto incontrare le persone giuste.

A una festa gli hanno chiesto quale fosse il suo lavoro. Una ragazza gli ha fatto notare che a New York molti raccontano ciò che aspirano a diventare, non quello che fanno davvero. Perego ha allora detto di essere un artista, ha mostrato le fotografie dei suoi lavori e ha ottenuto i primi contatti professionali.


La famiglia e la scelta di Saldaña

Il produttore ha attribuito ai genitori il merito di avergli trasmesso la tenacia necessaria per non tornare in Italia. Ricorda una telefonata durante la quale la madre gli aveva chiesto di rientrare, mentre il padre gli aveva imposto di restare negli Stati Uniti e di continuare a tentare.

Suo padre faceva il gelataio e sua madre gestiva il bar del paese. Perego ha detto di voler trasmettere gli stessi principi ai figli avuti con Zoe Saldaña: lavorare, migliorarsi e non fermarsi alle lamentele. Ha scelto inoltre di aggiungere il cognome della moglie al proprio per mostrare concretamente ai ragazzi quanto consideri importante il ruolo delle donne.

«Ho preso il cognome di mia moglie per i miei figli, perché siamo nel 2026 e per me il ruolo della donna conta molto», ha spiegato all’Università Cattolica. La coppia ha vissuto anche la scelta di trasferire a Los Angeles i genitori di Marco dopo la nascita dei figli. Il padre, che non parla inglese, ha incontrato difficoltà ma è felice di stare vicino ai nipoti.


Alopecia, meditazione e cinema

Dopo il primo successo ottenuto a New York, a 27 anni Perego ha perso tutti i capelli a causa dell’alopecia. Ha quindi trascorso circa sei mesi in Argentina vivendo con uno sciamano, prima di tornare a Los Angeles.

In California ha conosciuto David Lynch e ha meditato con lui per tre anni. Il cinema, però, era già presente nella sua vita: da figlio unico, con i genitori impegnati per tutta la giornata, passava molto tempo nella videoteca vicino casa e guardava un film ogni giorno dal lunedì al venerdì.

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Perego ha raccontato di aver incontrato più volte Zoe prima del 2013 e di essere convinto che, anche senza quel viaggio in aereo, le loro strade si sarebbero incrociate comunque. Ha riconosciuto alla moglie un aiuto decisivo nella sua crescita personale e professionale.


Il film sulla madre

Il progetto che sta realizzando in Italia è scritto da Perego insieme ad Alex Dinelaris e diretto da Janusz Kamiński. Nel cast figurano Valeria Golino, Isabella Rossellini, Tommaso Ragno e Lorenzo Giuggioli.

La storia prende spunto da Fiorenza, la madre di Marco, che nel 2004 ha perso la voce per tre anni a causa di un’afasia insorta durante un viaggio in America per incontrare il figlio. Nel film, Golino interpreta la madre del protagonista. L’opera affronta il tema della possibilità per le donne di esprimersi e quello dell’afasia legata a una difficoltà emotiva.

Le riprese hanno riportato Perego sul Lago di Garda dopo 12 anni. Il regista ha definito il film molto legato alla propria famiglia, pur ammettendo di non aver mai avuto un rapporto semplice con il luogo in cui è tornato a lavorare.


I nuovi progetti da produttore

Perego ha detto di amare l’Italia, ma di non aver trovato nel Paese le condizioni per realizzare i propri obiettivi. A suo giudizio, negli Stati Uniti persone provenienti da culture diverse riescono più facilmente a collaborare e ad aiutarsi a vicenda, mentre in Italia manca una sufficiente capacità di fare gruppo.

A New York sta producendo un film diretto da Luca Bigazzi e interpretato da Zoe Saldaña. È tornato a lavorare con la moglie dopo il cortometraggio Dovecote, realizzato nel 2024, ambientato nel carcere femminile della Giudecca e presentato alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

La sua attività internazionale ha ottenuto un riconoscimento all’ultimo Festival di Cannes. I film coprodotti Fjord, diretto da Cristian Mungiu, e Minotaur, diretto da Andrej Zvjagincev, hanno ricevuto rispettivamente la Palma d’Oro e il Grand Prix. Perego ha descritto Minotaur come un’opera centrata sul rapporto tra due persone, ma capace di richiamare anche la storia dei rapporti tra Ucraina e Russia. Dopo il film, Zvjagincev è stato dichiarato da Vladimir Putin nemico dello Stato.

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