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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Ludwig, il docufilm sui delitti ancora senza risposta

Simone Manetti ricostruisce la storia del gruppo neonazista attivo tra Veneto, Germania e Milano negli anni Settanta e Ottanta

Il docufilm "Ludwig" ripercorre le vicende del gruppo neonazista legato a Marco Furlan e Wolfgang Abel, attivo tra gli anni Settanta e Ottanta. L’opera è firmata da Giuseppe Bentivegna e Raffaele Brunetti, con la regia di Simone Manetti.

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Una storia ancora aperta

Il racconto parte da una stagione criminale che, a distanza di decenni, conserva interrogativi irrisolti. Le attività del gruppo si svilupparono tra il Veneto, la Germania e Milano, lasciando dietro di sé una vicenda che il tempo non ha del tutto chiarito.

Il film riporta al centro episodi e dettagli lontani dalle ricostruzioni leggere spesso affrontate nei programmi televisivi. Il confronto con il vero crimine degli anni Settanta e Ottanta mostra una materia segnata da passaggi drammatici e da enigmi ancora presenti.

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Il gesto di Marco Furlan

Tra le immagini rievocate c’è quella di Marco Furlan, indicato come uno dei due componenti di Ludwig insieme a Wolfgang Abel. Furlan consegna una lettera a papa Francesco, poi scoppia a piangere e riceve la benedizione del pontefice.

La sequenza costituisce uno dei momenti più sorprendenti richiamati dal documentario. Accanto alla ricostruzione dei fatti, "Ludwig" si concentra così anche sui comportamenti e sulle reazioni dei protagonisti, mantenendo aperte le domande su una storia che non può essere considerata conclusa.

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