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Spettacolo 2 min di lettura1 ora fa

Kim Kardashian, la sfida di All’s Fair: donne unite oltre le difficoltà

Alla Festa del Cinema di Roma, l’attrice presenta la seconda stagione della serie di Ryan Murphy e parla di solidarietà femminile, ambizioni e riscatto personale.

Kim Kardashian porta alla Festa del Cinema di Roma la seconda stagione di All’s Fair, presentata in anteprima mondiale, e affida al pubblico un messaggio centrato sulla solidarietà tra donne. Nella serie interpreta un’avvocata determinata, mentre nella vita reale continua a coltivare un percorso di formazione giuridica ancora privo del traguardo dell’abilitazione professionale.

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La solidarietà è il cuore della serie

Al centro della storia c’è uno studio legale creato da un gruppo di avvocate che decide di lasciare un contesto professionale dominato dagli uomini. Le protagoniste costruiscono così una realtà autonoma, dove preparazione, ambizione e indipendenza possono procedere insieme.

Per Kardashian, il valore del racconto sta soprattutto nella capacità delle donne di sostenersi nei momenti più difficili. «Non prendiamo tutto troppo sul serio, ma lottiamo sempre l’una per l’altra», ha spiegato l’attrice, indicando nella protezione reciproca uno dei temi più importanti per il pubblico femminile.


Allura tra fiction e vita reale

Il personaggio di Allura affronta gli ostacoli con decisione e prova a trasformare ogni crisi in un’occasione di affermazione. Dieci anni prima degli avvenimenti narrati, è stata lei a immaginare un’alternativa allo studio maschilista in cui lavorava, coinvolgendo alcune colleghe nella fondazione di un nuovo progetto professionale.

Il ruolo presenta anche un legame particolare con la storia personale di Kardashian. Suo padre Robert Kardashian, scomparso nel 2003, era un noto avvocato statunitense e faceva parte della squadra difensiva di O.J. Simpson. La figlia ha intrapreso studi di legge e nel 2025 ha comunicato di averli completati, ma deve ancora ottenere l’abilitazione per esercitare la professione.

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Naomi Watts guarda alle nuove generazioni

Naomi Watts, presente a Roma insieme a Kardashian, ha evidenziato la varietà dei modelli femminili proposti dalla serie. Le protagoniste sono ambiziose e determinate, ma anche contraddittorie: possono commettere errori, rivedere le proprie scelte e cercare una nuova strada senza rinunciare alle proprie aspirazioni.

L’attrice considera particolarmente importante il messaggio rivolto alle spettatrici più giovani, chiamate a conquistare il proprio spazio senza adeguarsi a un solo modello di successo. «Mi è piaciuta molto l’idea centrale della serie, ovvero che ci fossero donne brave a proteggersi e a lottare per altre donne, aiutandole a rialzarsi e a tornare a prosperare», ha raccontato.


Un cast corale per Ryan Murphy

Accanto alle due protagoniste figurano Niecy Nash-Betts, Teyana Taylor, Matthew Noszka e Cauã Reymond. La serie è ideata da Ryan Murphy e alterna le dinamiche dello studio legale alle vicende personali delle sue protagoniste.

Per Kardashian, che qui affronta il primo ruolo da protagonista in una serie, interpretare Allura significa anche misurarsi con una parte della propria identità e con aspirazioni maturate nella vita reale. La finzione, tuttavia, resta distinta dal percorso necessario per arrivare all’esercizio della professione forense.

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