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Spettacolo 2 min di lettura5 giorni fa

Fazio a Rai1, ma il divieto Rai su Discovery fa discutere

L’ospitata a Tale e Quale Show riporta il conduttore in tv sulla prima rete, ma riapre il nodo delle regole interne che impediscono di nominare il canale Nove.

Il paradosso è tutto lì: Fabio Fazio è tornato per una sera su Rai1, ma senza poter indicare apertamente dove segue il suo programma. A Tale e Quale Show, Carlo Conti lo ha voluto come quarto giudice, però la cornice dell’ospitata ha messo in evidenza un limite che nel 2026 appare ormai anacronistico.


Un ritorno che pesa più del previsto

La presenza di Fazio ha avuto un valore particolare anche per la storia recente del conduttore, che con la Rai aveva chiuso in modo turbolento. Da allora non era più comparso nel servizio pubblico, mentre la sua trasmissione sul Nove ha portato con sé buona parte del pubblico abituale.

Conti, che ha insistito per averlo al suo fianco, ha citato più volte l’arrivo del Tavolo di Che tempo che fa, ma non ha potuto precisare il canale di destinazione. Il dettaglio non riguarda la sua volontà personale: il vincolo arriva dall’azienda, non dal presentatore di Tale e Quale Show.


Il nodo delle regole interne Rai

La questione non è nuova. Già nel 2021 un’interrogazione parlamentare richiamava una circolare che vieterebbe a conduttori e ospiti di parlare dei prodotti televisivi dei concorrenti. Nel 2023 TvBlog aveva ricostruito la vicenda parlando di una vera e propria «norma interna Rai».

In quella stessa ricostruzione, Mara Venier fu citata come esempio di una restrizione applicata anche ai nomi commerciali: invece di Prime Video, avrebbe dovuto usare l’espressione «piattaforma digitale». È un meccanismo che oggi stride ancora di più, visto quanto sia affollato il mercato televisivo e quanto spesso volti di reti e piattaforme passino da un’emittente all’altra per promuovere i propri contenuti.

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Un imbarazzo che si ripete

Nel caso di Fazio, il disagio è diventato più evidente perché il suo passaggio al Nove ha dimostrato che un pubblico può spostarsi da una rete all’altra. L’articolo sottolinea che, a differenza di quanto accaduto con Amadeus, quell’operazione è riuscita quasi completamente.

Da qui nasce anche l’amarezza per una occasione persa dalla Rai, che avrebbe potuto sfruttare l’ospitata senza irrigidirsi su un divieto considerato fuori tempo. Nel testo si osserva inoltre che la stessa regola appare meno rigida in altri contesti, come Mediaset o la stessa Discovery, dove i volti Rai vengono accolti senza gli stessi paletti.

Alla fine, resta un’impressione di anacronismo: nel 2026, tra tv generalista e piattaforme, il divieto di nominare un concorrente sembra sempre più difficile da giustificare. E proprio per questo il ritorno di Fazio a Rai1, invece di restare solo un momento televisivo riuscito, finisce per riaprire una questione irrisolta.

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