Erri De Luca avverte i giovani: «Serve una loro autodifesa»
A Roma arrivano due film ispirati ai suoi libri, mentre lo scrittore riflette sulle nuove proteste giovanili, sulla politica e sul passaggio alla letteratura.
La nuova mobilitazione degli adolescenti europei, secondo Erri De Luca, ha una forza diversa rispetto alle precedenti, ma rischia di essere indebolita da chi si inserisce nelle manifestazioni per provocare disordini. Lo scrittore ne ha parlato all’Auditorium Parco della Musica, dove nella stessa giornata sono stati presentati due film ispirati alle sue opere durante la Festa del cinema di Roma e Alice nella città.
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Due film, due letture di De Luca
Bille August ha portato sullo schermo You, me, romanzo pubblicato da De Luca nel 1998. L’autore ha raccontato di aver visto il risultato senza sentirsi legato alla propria storia: si è messo nei panni di uno spettatore e ha apprezzato la libertà con cui il regista danese ha sviluppato il materiale originale.
I pesci non chiudono gli occhi, diretto da Audrey Gordon, nasce invece da un episodio dell’infanzia trascorsa a Ischia. Il film alterna il ricordo personale a immagini documentarie e alla presenza dello stesso De Luca, coinvolto anche come interprete. La vicenda del ragazzo, troppo maturo mentalmente per il proprio corpo ancora bambino, diventa il punto di partenza per raccontare la crescita, il distacco dalla famiglia, l’impegno politico e la trasformazione dello scrittore.
Una scrittura arrivata tardi
Nel progetto di Gordon, De Luca si presenta innanzitutto come lettore, napoletano e uomo del Mediterraneo, lasciando soltanto alla conclusione la definizione di scrittore. Una scelta coerente con la sua biografia: per 27 anni ha lavorato in fabbrica e soltanto intorno ai 40 anni ha pubblicato il primo libro, senza aver cercato in precedenza un editore.
La familiarità con la lettura era però cominciata molto prima, grazie ai libri presenti nella casa paterna. De Luca ha spiegato di aver scritto per sé fin dall’adolescenza, componendo storie private che lo accompagnavano; dopo il buon esito della prima pubblicazione, furono gli editori a chiedergli nuovi testi, alcuni dei quali erano già pronti.
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Nel suo percorso rientrano anche l’esperienza come responsabile del servizio d’ordine di Lotta continua e la recente discussione pubblica legata all’uso del termine “sionista”. Il suo ultimo libro, Sotto processo, affronta invece il conflitto tra generazioni: alcuni giovani sequestrano simbolicamente un anziano per contestare il predominio di una classe dirigente che continua a occupare spazio e ruoli sociali.
La protesta cerca protezione
Parlando delle manifestazioni studentesche in Francia, Italia e Spagna, De Luca ha descritto una generazione che non vuole più restare ai margini. A suo giudizio, questa mobilitazione non può essere neutralizzata soltanto con la repressione o con la denigrazione, ma resta vulnerabile quando gruppi estranei si accodano per compiere saccheggi e distruzioni. «Occorre che questa nuova generazione inventi una sua autodifesa», ha detto.
Lo scrittore ha rievocato l’esperienza degli anni Settanta, quando i cortei della sua area politica venivano organizzati anche per impedire l’ingresso di persone intenzionate a muoversi autonomamente. Quella forma di tutela, ha osservato, serviva a difendere sia i partecipanti sia il significato delle rivendicazioni.
Diverso, per De Luca, è il caso delle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante. Si tratta di mobilitazioni legate all’aumento del costo della vita e a interessi di settore, destinate a interrompersi una volta ottenute concessioni. In Francia, ha ricordato, si è tentato di creare un collegamento tra studenti, gilet gialli e sindacati; in Italia, invece, questo raccordo sociale non si è ancora formato.
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