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Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Eredità di Michael Jackson, Paris chiede 600 milioni

La cantante vuole finanziare il fondo destinato ai tre figli, ma gli amministratori citano cause ancora aperte

Paris Jackson ha chiesto un versamento di 600 milioni di dollari dal patrimonio del padre Michael Jackson al fondo familiare destinato ai tre figli.

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Le contestazioni sulla gestione

John Branca è rimasto l’unico esecutore dell’eredità dopo la morte di John McClain, avvenuta nel maggio 2026. I due avevano assunto insieme la responsabilità del patrimonio dopo la scomparsa del cantante.

La nuova istanza arriva dopo una decisione favorevole a Paris su una precedente disputa. A maggio, un giudice ha ordinato la restituzione all’eredità di 625.000 dollari assegnati nel 2018 come premi a studi legali esterni. I legali dell’amministrazione avevano contestato la pronuncia, dichiarando comunque di volerla rispettare.


La richiesta presentata da Paris

L’atto è stato depositato il 29 ottobre davanti a un giudice di Los Angeles. Paris, che ha 28 anni, ha domandato un’erogazione parziale degli asset ereditari a favore del fondo familiare, lasciando comunque al tribunale la facoltà di fissare una cifra diversa.

Nel documento viene ricordato che sono passati più di 17 anni dalla morte di Michael Jackson, avvenuta nel 2009, senza che il fondo abbia ricevuto le risorse previste. La cantante sostiene inoltre che, dopo le sue critiche alla gestione del patrimonio espresse lo scorso anno, siano arrivate attacchi pubblici, iniziative legali e una riduzione di diversi milioni nei pagamenti destinati ai tre fratelli.


Il fondo per i tre figli

Il patrimonio fiduciario era stato predisposto per tutelare Prince, Paris e Bigi. Prince ha oggi 29 anni, Paris compirà 29 anni ad aprile e Bigi raggiungerà i 25 anni a febbraio.

Secondo le disposizioni ricordate nell’istanza, ciascun figlio avrebbe dovuto iniziare a ricevere i proventi della propria quota a 21 anni. Il capitale avrebbe poi dovuto essere distribuito in ulteriori tranche al compimento dei 30, 35 e 40 anni. Paris sostiene però che il sistema non sia stato applicato come previsto e che i fratelli dipendano ancora dalle decisioni di Branca su tempi e importi.


Le entrate del patrimonio

A sostegno della domanda, i legali della cantante citano diverse operazioni concluse negli anni. Nel 2018 la partecipazione dell’eredità in EMI Music Publishing è stata ceduta per 287,5 milioni di dollari, mentre nel 2020 Neverland Ranch è stato venduto per 22 milioni.

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Nella documentazione compare anche l’intesa raggiunta nel 2023 con Sony, che comprende la musica di Michael Jackson e altri diritti legati alla sua proprietà intellettuale. Per gli avvocati di Paris, queste operazioni avrebbero prodotto oltre un miliardo di dollari di liquidità prima delle tasse e dei costi.

Un rendiconto riferito a dicembre 2024 indicherebbe inoltre circa 850 milioni di dollari tra disponibilità liquide e attività assimilabili. Sottraendo le eventuali passività, Paris ritiene che 600 milioni possano essere trasferiti al fondo familiare. In passato gli stessi esecutori avevano valutato l’intero patrimonio tra 2 e 3 miliardi di dollari.


Il nodo fiscale e la replica

L’amministrazione dell’eredità respinge la ricostruzione della cantante. Secondo gli esecutori, il finanziamento completo dei fondi non può essere concluso finché non saranno risolte alcune controversie, tra cui quella con l’agenzia fiscale federale statunitense, che aveva avanzato una richiesta di 700 milioni tra imposte e sanzioni.

Gli amministratori hanno riferito di aver ottenuto una riduzione consistente della somma contestata, precisando però che il procedimento non è terminato e che l’importo potrebbe cambiare ancora. Hanno definito "una completa invenzione" l’accusa di aver trattenuto o diminuito i pagamenti e hanno sostenuto che ai figli siano già stati distribuiti oltre 200 milioni di dollari.

Richiamando le volontà testamentarie di Michael Jackson, hanno aggiunto che "nessuno dei suoi figli riceve una distribuzione prima dei trent’anni". La portavoce di Paris ha ribattuto che gli amministratori starebbero evitando il punto sollevato dalla cantante: "Gli amministratori stanno ancora una volta cercando di distogliere l’attenzione dalla propria incompetenza". Secondo la rappresentante, la richiesta riguarda soltanto un finanziamento parziale del fondo, che Branca avrebbe potuto e dovuto disporre già da tempo.

Il tribunale esaminerà l’istanza il 4 dicembre.

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