Doomsday, il mondo reale irrompe negli Avengers dei Russo
La riedizione di Endgame riporta il pubblico in sala e prepara il terreno al film atteso per il 18 dicembre 2026.
Le inquietudini del presente finiranno dentro il prossimo capitolo degli Avengers. Joe e Anthony Russo spiegano che Avengers: Doomsday, pur appartenendo al genere fantastico, nascerà anche dal modo in cui loro stessi stanno leggendo un’epoca attraversata da cambiamenti, paure e tensioni.
Anthony Russo ha evitato di anticipare il significato preciso di questi elementi nella trama, invitando gli spettatori ad aspettare l’uscita in sala. Il regista ha però chiarito che il rapporto tra la realtà e l’universo Marvel resterà centrale: "Le nostre ansie, la direzione in cui sta andando il futuro, le tensioni delle nostre vite e quelle che attraversano il mondo" troveranno spazio nel film.
La sala prova a ritrovare energia
Per i due cineasti, la riapertura dei cinema a un’esperienza collettiva rappresenta una parte importante del ritorno di Avengers: Endgame. Dopo la lunga fase dominata dallo streaming e dalle visioni domestiche, il pubblico può riscoprire la dimensione condivisa di una storia vista insieme, tra reazioni, applausi e partecipazione.
Anthony Russo ha osservato che il settore è ancora segnato dalle difficoltà del periodo successivo al Covid, ma considera incoraggianti i progressi delle sale. L’aggiornamento degli impianti, dalla resa delle immagini alla qualità dell’audio, permette inoltre di valorizzare i film pensati per il grande schermo. Secondo il regista, spettatori, esercenti e autori contribuiscono reciprocamente alla crescita di questa esperienza.
Joe Russo ricorda in particolare la prima serata del 2019, quando lui e il fratello entrarono in incognito in una sala per assistere alla reazione degli spettatori. Il fragore del pubblico, ha raccontato, trasformò la proiezione in un momento irripetibile, simile a uno spettacolo dal vivo.
Endgame riapre il capitolo Marvel
La riedizione è arrivata in Italia il 24 settembre con il titolo Avengers: Endgame Extra. Negli Stati Uniti, invece, il ritorno sul grande schermo è fissato per il 25 settembre e le stime indicano un incasso compreso tra 25 e 28 milioni di dollari nel fine settimana d’esordio.
Il film, che nel 2019 aveva stabilito risultati record, oggi può raggiungere anche una generazione che lo ha incontrato soprattutto attraverso il divano di casa, il computer o le piattaforme digitali. L’obiettivo dei Russo è quindi duplice: riaccendere il ricordo dell’evento originale e offrire un’occasione per viverlo nuovamente insieme.
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Nella nuova versione sono presenti anche materiali destinati a collegare Endgame ad Avengers: Doomsday, previsto per il 18 dicembre 2026. Robert Downey Jr. tornerà nell’universo Marvel, ma con un ruolo diverso da quello di Tony Stark: interpreterà Doctor Doom.
Un’idea ha convinto i registi
Dopo la conclusione di Endgame, Joe e Anthony Russo non avevano programmato un seguito. La decisione di rientrare nel mondo degli Avengers è maturata soltanto quando Steve McFeely, sceneggiatore che aveva già lavorato con loro nei precedenti film Marvel, ha presentato una proposta capace di cambiare la loro prospettiva.
Anthony Russo ha spiegato che quell’intuizione, arrivata dopo diversi anni, è diventata il fondamento di Doomsday e del percorso narrativo successivo. Per Joe Russo, il ritorno è stato possibile solo perché esisteva una storia abbastanza forte da giustificare la riapertura di un racconto considerato chiuso.
Vecchi legami, una sfida nuova
Il rapporto con gli interpreti ha avuto un peso altrettanto rilevante. I due registi hanno lavorato con molti degli attori per più film e considerano questa continuità un patrimonio creativo: il tempo permette di comprendere meglio sia le persone sia i personaggi che portano sullo schermo.
Joe Russo ha aggiunto che tra il gruppo esiste anche un legame personale costruito fuori dal set, fatto di cene, frequentazioni familiari e vacanze condivise. Tuttavia, secondo il regista, l’affetto non sarebbe bastato da solo a riportare tutti nel progetto: la partecipazione è dipesa soprattutto dalla convinzione che la nuova vicenda avesse qualcosa di necessario da raccontare.
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