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Spettacolo 4 min di lettura1 ora fa

Cremonini sfida l’algoritmo: «Amateur» è il rischio più grande

A 46 anni il cantautore bolognese riparte da Londra con undici brani, un suono più libero e la voglia di tornare a imparare senza inseguire il successo

A 46 anni Cesare Cremonini dice di non avere ancora individuato tutti i confini della propria musica. È proprio questa incertezza, però, a spingerlo verso una nuova fase: «Vorrei restare uno studente che vive di passioni. Un Amateur, appunto: colui che fa qualcosa perché la ama». Il suo decimo album di inediti nasce da questa disposizione, più vicina alla curiosità di un principiante che alle certezze di una popstar affermata.

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Undici brani per cambiare pelle

Il disco si compone di undici tracce e si conclude con “Athena”, una ballata attraversata dall’impronta jazz del sassofono di Donny McCaslin. Il musicista californiano, già accanto a David Bowie in “Blackstar”, accompagna Cremonini anche nel percorso che ha portato alla nascita di “Amateur”.

La canzone omonima guarda al blues e rinuncia alla struttura più prevedibile del ritornello, mentre “Paparazzi” si arricchisce di una parte interpretata da Fabri Fibra e sostituisce l’assolo di chitarra con quello di McCaslin. “Il giardino di sassofoni” comprende invece un intervento di Morgan. In “Cose molto piccole” torna la collaborazione con Malika Ayane, sedici anni dopo il precedente lavoro insieme: per Cremonini, la sua sensibilità verso i dettagli quotidiani aggiunge al progetto una componente femminile necessaria a riequilibrarne l’energia.


Tra ego, fragilità e immaginazione

Uno dei nuclei più personali dell’album è “Disturbo mentale”, brano dedicato alla sofferenza psichica. Qui compare Sig, figura dal teschio dorato che domina anche la copertina arancione e funziona come una sorta di alter ego virtuale dell’artista. Il personaggio raccoglie ambizione, ego e quella “fuliggine” che, secondo Cremonini, ogni persona finisce per accumulare nel tentativo di affermarsi.

L’album diventa così anche un confronto con l’immagine pubblica e con le pressioni che hanno accompagnato la carriera del cantautore. Cremonini racconta di aver lavorato per 24 anni con il manager che lo aveva scoperto nel 1996: quella guida, dice, aveva alimentato la sua ambizione ma anche una profonda insicurezza, lasciandogli una ferita ancora aperta. La musica rappresenta per lui la possibilità di vivere oltre quella crepa, come un tennista che comprende che il valore dello sport non coincide soltanto con la conquista del trofeo.


Londra per ricominciare davvero

La scelta di registrare gran parte del progetto a Londra, nello Studio 13 di Damon Albarn, nasce dal desiderio di allontanarsi dal proprio passato artistico. In una città dove non era conosciuto, Cremonini ha cercato uno spazio per ridimensionarsi e concentrarsi sul suono, senza il peso delle aspettative costruite in 27 anni di carriera.

“Amateur” è arrivato in modo insolitamente rapido: il lavoro è stato scritto, registrato e completato nell’arco di sei mesi, poco dopo la conclusione del precedente tour negli stadi e senza l’impiego dell’Intelligenza artificiale. Il cantante spiega che, rispetto ai consueti due anni di lavorazione, questa volta il processo è stato più immediato e naturale. Anche lo studio del sassofono, iniziato negli ultimi anni, è diventato parte decisiva del nuovo corso: Cremonini si definisce ancora un dilettante, ma ha scelto di salire sul palco insieme a un virtuoso come McCaslin.

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Un disco contro le regole del mercato

Cremonini non nasconde la possibilità che il progetto venga accolto con freddezza dal mercato. «Sarà un disastro commerciale», ripete parlando dell’album, considerato da lui stesso uno dei rischi più grandi della sua carriera. Il punto, tuttavia, non è replicare i risultati del passato, ma recuperare un rapporto più diretto con la musica e con l’immaginazione.

Secondo l’ex Lunapop, l’algoritmo tende a rendere i brani sempre più simili e limita la capacità di guardare oltre ciò che già conosciamo. Per questo “Amateur” cerca sonorità più rock, rinuncia in parte alla formula della popstar da stadio e prova a trasformarsi in un invito all’ascolto, non in uno specchio dell’artista. Cremonini lega questa ricerca alla libertà, che definisce una conquista faticosa ma indispensabile.


La presentazione davanti al pubblico

Il nuovo repertorio è stato eseguito dal vivo all’O2 Shepherd’s Bush Empire, teatro londinese che in passato ha ospitato Prince, Bob Dylan, i Rolling Stones, gli Who e David Bowie. Sul palco, insieme al cantautore, sono saliti Malika Ayane, Salmo e Fabri Fibra, oltre a McCaslin, al batterista Zach Danziger, a pianoforte, tastiere e a una sezione di sei fiati.

Per Cremonini era la prima volta che presentava un album senza affidarsi alle canzoni più note. Il pubblico ha comunque accolto con entusiasmo i brani inediti: in sala c’erano sostenitori arrivati dall’Italia, tra cui Valentino Rossi, la compagna Caterina e Elisa. Quest’ultima ha contribuito al disco con “Cavalli da corsa”, ricevendo dal cantante un ringraziamento particolarmente affettuoso.

“Amateur” uscirà il 23 ottobre. La sua presentazione londinese ha mostrato un artista intenzionato a sottrarsi alle formule già collaudate, anche a costo di mettere in discussione il percorso che lo ha portato ai grandi palchi.

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