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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Boosta, il pianoforte come antidoto al rumore: nasce Pianorama

Il cofondatore dei Subsonica torna con un lavoro strumentale nato dall’incontro diretto tra tasti ed elettronica, tra imperfezioni e ricerca dell’ascolto

Ci sono momenti in cui la musica non chiede di essere capita, ma semplicemente ascoltata. È da questa esigenza che prende forma “Pianorama”, il nuovo album strumentale di Davide Dileo, conosciuto come Boosta e tra i fondatori dei Subsonica: un progetto costruito sul dialogo tra pianoforte ed elettronica.

Il disco nasce come una riflessione sull’attenzione, diventata sempre più difficile in una realtà dove tutti parlano e pochi sembrano davvero sentire. Per Boosta, dedicarsi all’ascolto significa rivolgere lo sguardo anche a ciò che accade intorno, alle persone vicine e alla propria interiorità.

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Un album nato senza maschere

La registrazione è avvenuta in presa diretta, lasciando emergere il rapporto immediato fra il pianoforte e le componenti elettroniche. Non c’è quindi la ricerca di una perfezione costruita a tavolino, ma la volontà di conservare il carattere umano dell’esecuzione.

Boosta descrive “Pianorama” come un lavoro «onesto e imperfetto, pieno di errori e con un’anima forte». Gli sbagli, in questa prospettiva, non rappresentano un limite da nascondere: diventano parte dell’identità del disco e del suo modo di comunicare.

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La musica torna a essere presenza

L’idea dell’ascolto assume per Dileo anche un significato politico. In un tempo segnato dall’eccesso di parole e dalla difficoltà di prestare attenzione, fermarsi davanti a un suono può diventare un esercizio per recuperare un rapporto più consapevole con gli altri e con se stessi.

La stessa impostazione accompagnerà gli appuntamenti dal vivo. I concerti sono pensati come esperienze intime e immersive, capaci secondo Boosta di avere anche un effetto terapeutico: non soltanto esibizioni, dunque, ma occasioni per rallentare e lasciarsi attraversare dalla musica.

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