Spettacolo 2 min di lettura1 ora fa

Bob Dylan apre a Milano i concerti italiani

Il cantautore si esibirà anche a Roma il 5 novembre e a Bologna il 7

Bob Dylan si esibisce questa sera a Milano, prima tappa italiana del suo tour. Gli appuntamenti successivi sono fissati a Roma il 5 novembre e a Bologna il 7.

A descrivere il cantautore americano, nel film di Martin Scorsese “No direction home: Bob Dylan”, è una frase legata alla sua consacrazione: «Un bel giorno, agli inizi degli anni sessanta del ventesimo secolo, ha ricevuto un calcio in culo dallo Spirito Santo».

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Le canzoni meno probabili

Il repertorio potrebbe riservare diverse assenze eccellenti. “Like a Rolling Stone” non viene eseguita dal 2019, “Visions of Johanna” manca dal 2018 e “Knockin on heaven's door” non è stata riproposta dal 2003.

Resta invece possibile ascoltare “Mr. Tambourine Man”, eseguita nel 2025. Non è escluso neppure un omaggio alla tradizione italiana, anche se l'ipotesi di una versione mariachi di “‘O sole mio” viene considerata estremamente improbabile.


Il concerto senza smartphone

Dylan non ama vedere il pubblico con i telefoni sollevati per scattare fotografie. A Milano gli apparecchi verranno inseriti in custodie chiuse e sigillate all'ingresso; in caso di necessità, gli spettatori dovranno lasciare il posto e raggiungere l'atrio per effettuare una chiamata.

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Nel corso degli anni gli è stata attribuita anche una battuta rivolta a un fan: «Amico mio, o suono o mi metto in posa, capito?». Il messaggio è coerente con il modo in cui il cantautore considera l'esibizione dal vivo: un momento da seguire senza intermediazioni.


Una scaletta difficile da prevedere

Le versioni dei brani cambiano spesso e Dylan modifica melodie e testi, senza attenersi necessariamente alle aspettative del pubblico. Ha inoltre sostenuto: «Solo perché ti piace la mia roba non significa che io ti sia debitore», una frase che riassume il suo rapporto poco conciliatorio con le richieste dei fan.

Nel giro di circa un mese, tuttavia, la successione dei brani tende a rimanere abbastanza stabile. Consultando le ultime esibizioni, la possibile scaletta milanese comprende, in ordine non definito, “Love Sick”, “Watching the River Flow”, “It Ain’t Me, Babe”, “Tryin’ to Get to Heaven”, “Crossing the Rubicon”, “I Can Tell”, “Black Rider”, “Tangled Up In Blue” e “When I Paint My Masterpiece”.

Tra gli altri titoli figurano “Not Dark Yet”, “I Can’t Seem to Say Goodbye”, “Early Roman Kings”, “Soon After Midnight”, “Under the Red Sky”, “I’ve Made Up My Mind to Give Myself to You”, “Goodbye Jimmy Reed”, “Every Grain of Sand”, “I Shall Be Released” e “Like a Rolling Stone”. L'elenco resta indicativo: il cantautore può modificarlo seguendo l'ispirazione del momento.

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