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Spettacolo 3 min di lettura5 giorni fa

Agnelli svela il retroscena di Suoni dal futuro: la sorpresa che non si aspettava

Il leader degli Afterhours spiega come è nato il progetto con SIAE e GERMI-LdC, pensato per far crescere nuovi artisti e riportare energia nei live italiani.

Suoni dal futuro prende slancio da un’intuizione personale di Manuel Agnelli, ma il punto più interessante non è solo la genesi del progetto: è la scoperta di una scena molto più viva di quanto immaginasse. Partito dall’idea di incontrare realtà minori, si è ritrovato davanti una rete di giovani musicisti già pronti a mettersi in gioco.

Il leader degli Afterhours, ospite del Festival di Open, ha poi spiegato che l’iniziativa nasce dall’incontro tra GERMI – LdC e SIAE, con l’obiettivo di sostenere i live e offrire visibilità a chi prova a emergere nel panorama italiano.


La scintilla è arrivata dalla figlia

Agnelli ha raccontato che tutto è partito da casa. Sua figlia ha iniziato a suonare in una band e, attraverso quell’esperienza, lo ha spinto ad ascoltare altri gruppi in giro per l’Italia. Da lì, la sorpresa: invece di trovare soltanto formazioni improvvisate, ha incontrato artisti che definisce una vera “miniera di talenti”.

Parlando con Salvo Nastasi, presidente della SIAE, ha trovato un interlocutore subito disponibile. Secondo Agnelli, l’ente ha riconosciuto il valore del progetto sia per la crescita di una nuova generazione di autori sia per il tentativo di ricostruire spazi fondamentali come club, luoghi culturali e piccoli festival.

Il musicista ha ricordato anche un modello che si è perso nel tempo: negli anni Novanta, ha spiegato, esistevano centinaia di club e decine di festival meno dipendenti da televisione, radio e media tradizionali. Su quella memoria si basa il tentativo di creare oggi una nuova rete.


Una rete per far ripartire i live

Agnelli insiste molto sul ruolo della SIAE, che descrive come decisivo per rendere possibile l’iniziativa. La collaborazione, ha riferito, è stata “imprescindibile” e ha permesso di dare sostegno concreto a un progetto pensato non solo per promuovere i singoli artisti, ma per riattivare un ecosistema.

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L’edizione nuova di Suoni dal futuro accompagnerà tutto l’autunno 2026. La prospettiva è chiara: costruire uno spazio in cui una generazione emergente possa incontrarsi, crescere, esibirsi e riconoscersi. Per Agnelli, le scene musicali non nascono nei grandi stadi, ma nelle sale prova e soprattutto sul palco, davanti al pubblico.

Ha anche sottolineato che la musica va considerata un mestiere vero e proprio, non solo come intrattenimento o emozione. In Italia, ha osservato, questo lavoro non riceve ancora il rispetto istituzionale che meriterebbe, nonostante richieda formazione e continuità.


I giovani cercano prima di tutto un linguaggio

Un altro passaggio centrale del suo intervento riguarda le motivazioni dei più giovani. Agnelli ha spiegato che questa generazione non punta anzitutto al successo economico o alla notorietà, anche se naturalmente non li disdegna. A muoverla, ha detto, è soprattutto il bisogno di raccontarsi e di trovare nella musica la propria lingua espressiva.

A confermare il valore del progetto è arrivata anche la testimonianza di Federico Manfredini, voce dei Grida. Il cantante ha raccontato che l’esperienza gli ha permesso di fare rete con altri progetti e di rafforzare la fiducia nel proprio percorso. Per il suo gruppo, ha spiegato, suonare in più date consecutive in giro per l’Italia è stato anche un modo per capire meglio il funzionamento del circuito live.

Suoni dal futuro, in questa prospettiva, prova a intercettare un bisogno concreto: mettere in contatto artisti e pubblico e dare spazio a chi sta arrivando. Alla fine della stagione, il progetto avrà totalizzato 96 concerti, 196 esibizioni live e altre 100 esibizioni dal vivo.

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