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Spettacolo 2 min di lettura6 giorni fa

Addio a Peter Byrne: la voce dei Naked Eyes aveva 74 anni

La scomparsa del cantautore è stata comunicata dalla band su Facebook; restano una carriera lunga tra dischi solisti, collaborazioni e il successo con i Naked Eyes.

La notizia della morte di Peter Byrne arriva mentre si ripercorre un percorso artistico che, dagli anni Ottanta in poi, ha attraversato album, tour e collaborazioni. Il cantautore dei Naked Eyes si è spento a Los Angeles, in California, lunedì 14 settembre, a 74 anni.


La famiglia e l'annuncio ufficiale

Ad annunciare il decesso è stato Jim Merlis, portavoce del gruppo, con un messaggio pubblicato sul profilo Facebook ufficiale della band. Byrne lascia i fratelli Eileen, Sandy, Carol e Steve, oltre ai figli Merlin, Dylan e Chloe e all'ex moglie Elena.

I funerali saranno riservati ai familiari. Al momento non è stata resa pubblica la causa della morte.


Una carriera che è andata oltre i Naked

Nato il 9 giugno 1952 a Bath, Byrne ha continuato a lavorare anche dopo la scomparsa di Rob Fisher, tastierista del duo, morto nel 1999 a 42 anni dopo un'operazione legata a un tumore. Negli anni successivi ha firmato nuova musica, inciso dischi e portato avanti l'attività dal vivo.

Nel 2001 ha pubblicato come Pete Byrne l'album solista "The Real Illusion". In seguito sono arrivati altri due lavori firmati come "Naked Eyes: Fumbling with the Covers" nel 2007 e "Disguise the Limit" nel 2021. Nel 2008 i Byrne's Naked Eyes hanno preso parte al tour statunitense "Regeneration" insieme a Belinda Carlisle, ABC e Human League.

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Dalla scena new wave al successo internazionale

L'intesa tra Byrne e Fisher era nata ai tempi del college, quando i due facevano parte dei Neon, formazione attiva dal 1979 al 1982 con Curt Smith e Roland Orzabal, destinati poi ai Tears for Fears. Nel 1982 i due fondarono i Naked Eyes, che si imposero tra i nomi più noti della new wave britannica nel periodo d'oro di MTV.

In poco più di due anni, il gruppo entrò nella Billboard Hot 100 con quattro canzoni. Il brano che ebbe il risultato migliore fu "Always Something There to Remind Me", arrivato all'ottavo posto nell'estate del 1983. La demo della cover del pezzo scritto nel 1963 da Burt Bacharach e Hal David per Dionne Warwick convinse la EMI Records a mettere sotto contratto il duo.


I brani chiave e la fine del gruppo

Tra i successi più importanti dei Naked Eyes c'è anche "Promises, Promises", scritto da Byrne e Fisher e da non confondere con il titolo omonimo di Bacharach e David che aveva avuto fortuna con Warwick. Entrambe le canzoni finirono nell'album d'esordio del 1983, "Burning Bridges", che includeva pure "When the Lights Go Out", rimasto più in ombra.

Il secondo disco, "Fuel For The Fire", uscì nel 1984 e conteneva il singolo "(What) In the Name of Love". Tuttavia non riuscì a raggiungere i risultati del debutto e, dopo quel passaggio, la storia dei Naked Eyes si chiuse.

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