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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Virus Shamonda: verifiche su persone e bovini negli allevamenti

La circolare chiede controlli integrati su persone e bovini dopo il caso identificato in Francia

Il ministero della Salute ha rafforzato la sorveglianza sul virus Shamonda: in Italia non risultano, al momento, infezioni umane conosciute.

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Il monitoraggio delle autorità

La situazione viene seguita con il Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali, l’Istituto superiore di sanità, l’Inmi Spallanzani, l’Inail e il Gruppo operativo arbovirosi. Il coordinamento coinvolge quindi strutture sanitarie e veterinarie.

La circolare, firmata dai responsabili del dipartimento della Prevenzione, della direzione generale della Prevenzione e della direzione generale della Sanità animale, precisa che le istruzioni potranno cambiare con l’arrivo di nuovi dati scientifici ed epidemiologici.


Controlli su persone e allevamenti

Le autorità sanitarie internazionali chiedono di mantenere alta l’attenzione epidemiologica, approfondire rapidamente gli eventuali casi sospetti e condividere senza ritardi le informazioni tra servizi sanitari e veterinari. Il ministero richiama, in questo modo, un modello coordinato tra salute umana e animale.

Il virus è stato rilevato dall’estate in diversi allevamenti bovini presenti sul territorio nazionale. La circolare introduce indicazioni operative sia per l’osservazione dei possibili casi nelle persone sia per il controllo della situazione negli animali.

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Rischi ancora da definire

Secondo il documento, “la valutazione del rischio per la salute pubblica associato all’infezione da virus Shamonda presenta ancora significativi elementi di incertezza”. Le informazioni disponibili non permettono infatti di stabilire con precisione quante infezioni umane possano verificarsi, quali forme cliniche possano manifestarsi e attraverso quali meccanismi il virus possa trasmettersi.

Il primo caso umano documentato in Francia ha riguardato una persona gravemente immunocompromessa. Per il ministero, le caratteristiche e la gravità osservate non possono essere estese alla popolazione generale sulla base di un solo episodio.

Tra le ipotesi figura il passaggio attraverso insetti del genere Culicoides, ma questa eventualità non è stata ancora dimostrata nell’uomo. Restano da chiarire anche altre possibili modalità di contagio, compresa quella legata alle trasfusioni.

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