Tumori digestivi, grasso aggredito prima del calo di peso
I dati della Sapienza presentati a Parma collegano alterazioni del tessuto adiposo, microRNA e perdita dell’appetito.
Nei tumori dell’apparato digerente, il tessuto adiposo può essere consumato già prima che il calo di peso diventi visibile.
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Fame ridotta e GDF-15
La perdita dell’appetito avrebbe una base biologica. In uno studio su 59 persone con tumore, i ricercatori hanno misurato la concentrazione di GDF-15, una molecola prodotta in condizioni di stress e capace di agire sui centri cerebrali che regolano la sazietà.
I valori sono risultati più elevati nei pazienti oncologici. GDF-15 è inoltre il bersaglio di nuovi farmaci attualmente in fase di sperimentazione. «Accanto al consumo dei tessuti c’è un altro problema: la perdita di appetito, che ha una base biologica», ha osservato Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC.
I segnali rilevati nel sangue
Un’altra analisi ha riguardato campioni ematici di persone con tumore dell’apparato digerente e di soggetti senza malattia oncologica. Nel primo gruppo sono state riscontrate concentrazioni maggiori di alcuni microRNA, soprattutto miR-155.
Il risultato potrebbe aiutare a individuare segnali associati alle trasformazioni del tessuto adiposo senza ricorrere direttamente a un campione prelevato durante un intervento. «I risultati aprono la strada a marcatori capaci di riconoscere precocemente chi è a rischio», ha spiegato Alessio Molfino, ordinario di Medicina alla Sapienza.
Il grasso cambia prima della cachessia
Le alterazioni sono state osservate anche in pazienti che non presentavano ancora cachessia. Secondo il gruppo del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione della Sapienza Università di Roma, il processo può quindi iniziare prima che il deterioramento dell’organismo e la riduzione del peso siano evidenti.
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La cachessia comprende la perdita involontaria di peso, massa muscolare e tessuto adiposo. Nei pazienti oncologici può associarsi a una minore tolleranza dei trattamenti, a una qualità della vita peggiore e a una prognosi meno favorevole.
Gli esami sui tessuti
Per studiare il fenomeno sono stati esaminati piccoli campioni di grasso sottocutaneo raccolti durante operazioni eseguite su persone con tumore dello stomaco, del pancreas o del colon-retto. I risultati sono stati confrontati con quelli di pazienti sottoposti a intervento per patologie non tumorali.
Nei campioni dei pazienti oncologici, gli enzimi ATGL e HSL, coinvolti nella demolizione dei grassi, mostravano una presenza maggiore. L’aumento era già rilevabile senza cachessia ed era più accentuato nei tumori gastrici e pancreatici. Le ricerche sono state presentate a Parma durante il congresso della Società italiana di Nutrizione clinica e metabolismo.
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