Speranza davanti alla Commissione Covid: «La vita viene prima di tutto»
L’ex ministro rivendica le scelte adottate durante l’emergenza e ringrazia sanitari, scienziati e cittadini per la risposta del Paese.
Roberto Speranza ha difeso l’impostazione seguita durante la pandemia nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Covid. L’ex ministro della Salute ha descritto quegli anni come una fase eccezionalmente complessa, sostenendo che l’Italia sia riuscita a reagire grazie all’impegno delle istituzioni e della società.
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La linea rivendicata da Speranza
Nel suo intervento, Speranza ha affermato di avere agito mettendo davanti a tutto l’interesse nazionale e di aver dedicato ogni energia disponibile alla gestione dell’emergenza. «È stata una stagione difficilissima. Ma il Paese ha retto», ha dichiarato, sottolineando la capacità dell’Italia di organizzarsi e affrontare la crisi.
L’ex ministro ha inoltre ricordato che furono prese decisioni senza precedenti, diventate — a suo giudizio — un riferimento anche oltre i confini italiani. Secondo Speranza, quelle scelte contribuirono a fare dell’Italia un modello osservato dagli altri Paesi europei.
«La vita prima di ogni altro diritto»
Il punto centrale della sua difesa riguarda la priorità attribuita alla tutela della vita. Speranza ha spiegato che la protezione della salute entrava necessariamente in conflitto con altri diritti e interessi, compresi quelli economici, ma ha ribadito che una morte non può essere risarcita, mentre i danni finanziari possono essere recuperati.
Accusato in passato di avere adottato una linea troppo rigida, l’ex ministro ha rivendicato la direzione impressa alle politiche sanitarie: «Per me il diritto alla vita viene sempre e comunque prima di tutto». Ha poi auspicato che, di fronte a una futura emergenza analoga, qualsiasi governo possa compiere scelte ispirate allo stesso principio.
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Il ringraziamento a chi resistette
Nel corso dell’audizione, Speranza ha rivolto un riconoscimento al personale sanitario, agli scienziati e ai funzionari del ministero della Salute, così come a quelli impegnati nelle strutture pubbliche centrali e territoriali. Ha incluso nel ringraziamento anche tutti i lavoratori che continuarono a svolgere il proprio compito nei periodi più difficili.
Un passaggio è stato dedicato infine ai cittadini che rispettarono le regole e accettarono limitazioni e sacrifici. Secondo l’ex ministro, quei comportamenti contribuirono a proteggere vite umane e a preservare la tenuta complessiva del Paese.
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