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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Tiro e politica, la sfida dei giovani a Tolve: cosa è successo

Futuro Nazionale Basilicata ha riunito circa trenta partecipanti in un poligono lucano tra teoria, pratica e competizione sportiva

«Come Futuro nazionale crediamo molto nei giovani e nello sport, anche come strumento sociale e di aggregazione politica», ha spiegato Giulio Curatella, responsabile regionale del movimento in Basilicata. Secondo lui, l’attività sportiva può favorire stili di vita sani e tenere i ragazzi lontani da alcol e droga, senza che il tiro venga considerato diverso dalle altre discipline.

Curatella ha ricordato anche il recente torneo di calcetto organizzato dal gruppo, iniziativa che non aveva suscitato contestazioni. La sua posizione è che ogni sport possa diventare un’occasione di incontro e partecipazione, compreso quello praticato con le armi sportive.


La giornata tra teoria e gara

L’appuntamento si è svolto a Tolve, nel Potentino, all’interno del poligono di tiro Accademia dei Cavalieri. L’iniziativa, chiamata “Accademia dei futuristi”, ha coinvolto circa trenta persone, in prevalenza giovani, con una prima parte dedicata alla teoria e una successiva prova sul campo.

Il programma comprendeva una lezione sulla conoscenza e sull’impiego consapevole delle armi, seguita dall’esercitazione pratica. La mattinata si è conclusa con il “Trofeo dei Futuristi”, per il quale erano stati preparati premi destinati ai primi tre classificati e medaglie per gli altri partecipanti.


Curatella: nessun confronto con Vannacci

Rispondendo ai giornalisti, il responsabile lucano ha chiarito di non avere discusso l’iniziativa con Roberto Vannacci, leader nazionale di Futuro Nazionale. L’incontro, ha precisato, nasce dall’intenzione di usare lo sport per creare un rapporto più diretto tra i giovani e la politica.

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Nel corso della mattinata Curatella ha respinto l’idea che l’appuntamento avesse finalità di addestramento militare. «Non esistono sport politicamente corretti e sport politicamente scorretti», ha affermato, ricordando che il tiro è una disciplina olimpica con una lunga storia, ma ancora poco conosciuta tra le nuove generazioni.


Premi tricolori per i partecipanti

A una ventina di chilometri da Potenza, gli organizzatori hanno predisposto un tavolo con tre coppe per il podio. Le basi dei trofei richiamavano il bianco, il rosso e il verde della bandiera italiana, mentre agli altri concorrenti erano destinate medaglie.

L’iniziativa è stata così presentata come un momento sportivo e aggregativo, accompagnato da un messaggio politico rivolto soprattutto ai più giovani. Curatella ha sostenuto che il tiro debba avere la stessa dignità delle altre discipline e ha negato che l’appuntamento fosse stato concepito per finalità diverse da quelle dichiarate.

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